Gli adolescenti si gettano via, o c’è qualcuno che ha deciso di buttarli?

20/04/2011

Il rito dello sballo ha un altro modus operandi. Una sorta di ultima moda che dovrebbe dirla lunga sul livello cui ormai siamo arrivati e che dovrebbe, anche se il condizionale, probabilmente, resterà tale, generare non pochi interrogativi.

L’ultima frontiera del trip è la vodka-collirio, il rito dello sballo, ora, funziona anche in questo modo. Pupille aperte e superalcolico versato negli occhi come se fosse un collirio.

Può bruciare la vista, ma anche la vita. Il gioco è perverso e semplice. Si fa aderire all’occhio l’imboccatura della bottiglia piena di superalcolico, si fa scendere qualche goccia e l’effetto è immediato.

Dal momento che l’alcol filtra attraverso le mucose, entra immediatamente nel flusso sanguigno. Questa nuova moda, che prende il nome di eyeballing, è senza dubbio il sintomo di un fenomeno che sta diventando sempre più inquietante.

Lungi da noi fare i moralisti, tutti abbiamo sbagliato qualche volta nella vita, il gusto della trasgressione, soprattutto in una certa età, ha un richiamo quasi irrinunciabile, ma adesso, forse, si sta passando il limite. E i sociologi, gli psicologi, gli intellettuali o presunti tali che affollano i salotti televisivi per parlare delle relazioni sentimentali di questo o quel personaggio famoso, forse, dovrebbero cercare il motivo che spinge un ragazzo di quattordici, quindici anni, a versarsi la vodka negli occhi in cerca di una evasione dalla realtà che deve essere sempre più istantanea.

Perchè un adolescente vuole fuggire dal mondo? Qual è il suo problema, cosa gli manca? Giudica la realtà così brutta ed invivibile che cerca di scapparne in ogni modo. Come mai? Forse non tutti conoscono una statistica tanto tragica quanto incredibile. Nei ragazzi tra i 15 ed i 19 anni, il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.

Numeri inquietanti, numeri che dovrebbero far riflettere.  Non è vero che i giovanissimi non hanno morale e non conoscono etica. Questa è una bugia. Piuttosto, tutti quanti dovremmo interrogarci sul disagio di chi ha tutto, meno una cosa. Il domani.
(LE NOVAE)

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