La Ternana in campo per il Parkinson

04/12/2017

De Fazio ParkinsonL’Unicusano Ternana, in quanto squadra della ricerca scientifica italiana, scende in campo ogni settimana per sensibilizzare il grande pubblico nei confronti di una patologia. Questa settimana la squadra scenderà in campo per sensibilizzare sul tema della patologia di Parkinson. Il 25 Novembre si è celebrata infatti la giornata nazionale dedicata al Parkinson, una delle malattie neurodegenerative più diffuse al mondo, Italia compresa. Ne ha parlato il Prof. Giovanni Defazio, Past President Accademia LIMPE-DISMOV, Clinica Neurologica, Università degli Studi di Cagliari intervenendo ai microfoni della trasmissione “Genetica Oggi”.

 Prof.Defazio, nel nostro paese si contano circa 300.000 persone con malattia di Parkinson, numeri destinati ad aumentare?

Purtroppo si, parliamo di una malattia frequente con uno/due casi ogni mille abitanti in base alle zone di Italia a cui ci riferiamo. Sicuramente viviamo in un periodo storico in cui la sanità pubblica è molto provata e questo ancora di più sulle malattie croniche. C’è bisogno di maggiori risorse da destinare oggi e in futuro a questa problematica. Nei prossimi 15 anni il numero dei pazienti è destinato a raddoppiare al ritmo di circa 6.000 nuovi casi l’anno, di cui la metà ancora in età lavorativa.

 

Presentato però proprio in questi giorni il primo studio italiano per scoprire come prevenire il Parkinson

E’ uno studio che prende le mosse da una serie di osservazioni fatte nel corso degli anni nei confronti di tutta una serie di possibili fattori di rischio o fattori protettivi. La novità di questo studio sta nel fatto che vuole tentare di studiarli e valutarli contemporaneamente e nella stessa casistica. Per fare questo ci vogliono numerosi pazienti da valutare e studiare. Questo ci potrà consentire alla fine di capire fra tutti i possibili fattori di rischio indagati quali sono effettivamente in gioco nel determinare la malattia. Tra i possibili fattori protettivi vi è il caffè ma sappiamo che i maggiori bevitori di caffè sono i fumatori, allora ci si chiede se è il caffè o il fumo il fattore protettivo. Uno studio del genere permetterà una risposta a questa domanda.

Andrea Lupoli

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA AL PROF.DE FAZIO

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