incendio tmbIncendio Tmb Salario, l’esperto Prof. Dal Negro: “Prematuro dire che non c’è rischio, mi giunge strano che le centraline non hanno segnalato nulla di fuori norma. Lo trovo difficile perché altrimenti non ci sarebbe una nuvola di fumo che coinvolge 5 km di diametro. Verosimilmente non saranno gas letali ma la nube durerà per i prossimi giorni e cambierà la qualità dell’aria. Qualcosa ci deve essere. Certo non è ‘aria di Montagna”

Riguardo l’incendio al deposito di rifiuti Tmb Salario di Roma il Prof. Roberto Dal Negro, Responsabile del Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria di Verona, è intervenuto questa mattina nel corso del programma “Genetica Oggi” in onda su Radio Cusano Campus.

“In questi centri di raccolta c’è di tutto comprese le sostanze che non vengono dichiarate e che non sono sicuramente idonee ad essere accatastate lì come spesso abbiamo visto nel nostro paese in tempi recenti –ha affermato Dal Negro-. Dire dunque che non c’è rischio è assolutamente prematuro perché non si sa cosa sta bruciando e una nube del genere non può non far saltare le centraline di controllo tanto che nel dire non c’è rischio il Campidoglio ha detto però tenete le finestre chiuse e hanno chiuso un asilo. Dire non c’è motivo di rischio lo trovo con tutta onestà prematuro, chi lo può dire con certezza visto che non si conoscono le sostante andate in fumo. Si percepisce l’odore ma non si capisce cosa si sta misurando. Le polveri sottili? Altre cose? I problemi saranno verosimilmente anche di altra natura, bisognerà monitorare nei prossimi giorni, 10-12 giorni, se si verificherà un’impennata di accesso ai pronto soccorso perché quando c’è un picco di inquinamento il rischio respiratorio dura per almeno 10 giorni dalla fine del picco. Saranno i prossimi giorni quelli utili per capire se avrà un impatto sulla salute pubblica. L’asilo che è lì vicino è uno dei siti più a rischio.”

“Verosimilmente non saranno gas letali ma la nube durerà per i prossimi giorni e cambierà la qualità dell’aria. Di solito si monitorano i solfuri, le diossine, gli ossidi, che sono le sostanze più importanti e danno la percezione del rischio. Se si emettono diossine il discorso si fa pesante. Dovranno al riguardo dare le misure. Mi giunge strano che le centraline non hanno segnalato nulla di fuori norma. Lo trovo difficile perché altrimenti non ci sarebbe una nuvola di fumo che coinvolge 5 km di diametro. Qualcosa ci deve essere. Certo non è aria di Montagna”.

Andrea Lupoli

 

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA AL PROF.ROBERTO DAL NEGRO