Lussazione della spalla: Ecco la nuova tecnica mininvasiva

26/10/2017

lussazione spallaLa lussazione della spalla rappresenta uno dei principali infortuni degli sportivi, in particolar modo negli sport da contatto. Atleti come il calciatore Giuseppe Rossi, il quattro volte campione italiano di Judo Walter Facente e il motociclista Marc Marquez, tutti campioni sportivi con problemi d’instabilità alla spalla, l’articolazione più mobile del corpo umano e proprio per la sua struttura anatomica, la più instabile. Le sue lesioni sono spesso di natura traumatica, con una maggiore incidenza tra i giovani, soprattutto sportivi. La lussazione della spalla però può rappresentare un problema anche per chi non partica sport ma si trova a dover affrontare questa condizione a causa di un insulto di natura traumatica. Di lussazione della spalla ne ha parlato il Prof.Marco Maiotti, Primario medicina e traumatologia dello sport all’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del programma Genetica Oggi.

Cos’è la lussazione della spalla?

La lussazione della spalla è la fuoriuscita della testa dell’omero dalla cavità glenoidea della spalla. Quando la testa omerale esce dalla sua sede naturale quasi sempre lacera delle strutture legamentose e capsulari che avvolgono i capi articolari e in alcuni casi, si verificano anche delle lesioni ai segmenti ossei. Se queste lesioni non vengono riparate chirurgicamente, è molto probabile che si vada incontro a delle lussazioni ripetute, cosiddette lussazioni recidivanti, determinate non più da una caduta o da un evento traumatico acuto, ma dai semplici movimenti quotidiani, ad esempio mentre si praticano attività sportive o addirittura durante il sonno. In questi casi le strutture capsulo-legamentose possono risultare così danneggiate da non poter ricorrere al semplice intervento di stabilizzazione.

Come intervenire dunque?

In primis la lussazione va ridotta, ossia si dovrà riportare la testa dell’omero nella cavità glenoidea. Per far questo ci si deve recare in pronto soccorso e far si che il personale riduca la lussazione stessa. Di solito si applica un tutore ma il tutore, va detto non è assolutamente curativo. C’è bisogno di approfondire con degli accertamenti. Non basta la radiografia, bisogna fare una risonanza magnetica. Eseguendo una Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto intra-articolare chiamata Artro-RM si osserverà infatti l’eccessiva diffusione del mezzo di contrasto nella porzione anteriore dell’articolazione, segno di un’importante lesione capsulo-legamentosa e di un tessuto degenerato. Inoltre, per calcolare eventuali difetti ossei, è indicato eseguire un esame TC della spalla per quantificare la perdita ossea a livello glenoideo e/o omerale e pianificare al meglio l’intervento.

Lei ha messo a punto una nuova tecnica chirurgica innovativa per trattare la spalla in via artoscopica

Questa tecnica permette di trattare pazienti anche molto giovani (dai 15 anni in su), soprattutto quando il tradizionale intervento di riparazione artroscopica espone ad un’elevata percentuale di recidive. La tecnica si chiama: Arthroscopic Subscapularis Augmentation o tecnica A.S.A, in cui si esegue la riparazione che viene ulteriormente rinforzata mediante l’utilizzo del tendine del sottoscapolare che si trova nella parte anteriore della spalla e viene fissato a supporto della riparazione del tessuto capsulare. L’intervento viene eseguito in artroscopia e in anestesia locale, addormentando solo il braccio e la spalla da operare e mediante una procedura eco-guidata.

Andrea Lupoli

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA AL PROF.MARCO MAIOTTI

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