Omeopatia: Solo acqua fresca?

29/05/2017

Cure AlternativeLa drammatica scomparsa di un bambino di 7 anni, morto a causa di un’otite trattata con l’omeopatia, ha riacceso il dibattito nel nostro paese sulle “medicine alternative”. Durante il programma Genetica Oggi, su Radio Cusano Campus sono intervenuti due medici dalla posizione differente ma comunque cauta vista la delicatezza del fatto di cronaca. Non ha avuto dubbi però il Prof.Alberto Villani, Responsabile Malattie Infettive, Pediatria Generale Ospedale Bambino Gesù, nell’affermare come: “Esistono dei limiti che è bene che siano noti soprattutto a chi intende praticare l’omeopatia e a chi si rivolge per avere questo tipo di approccio. E’ importante determinare bene fino a dove si può arrivare. Pretendere di curare un’infezione batterica senza antibiotici è quantomeno imprudente e può portare ad esiti, come in questo caso, terribili. In patologie importanti è bene ricorrere alla scienza medica”. Il medico ha poi aggiunto come: “Dal mio punto di vista non c’è spazio per l’omeopatia. Comprendo chi la pratica, visto che ci sono norme che la regolano, ma chi la pratica deve sapere fin dove può arrivare. Il vanto non può essere <<mio figlio non prende mai antibiotici>> perché se non li ha mai presi significa che non ne ha avuto mai bisogno. Questo non può diventare motivo di orgoglio. Quello che bisogna fare è non usare nulla se nulla serve e dare la giusta medicina per quella patologia”.

Metodo Collaudato… O no?

Diversa la posizione invece del Prof. Dario Chiriacò, Coordinatore della Commissione per le Medicine non Convenzionali della FNOMCeO, che nel corso della diretto ha affermato come: “L’Omeopatia è un metodo terapeutico ormai collaudato da oltre 200 anni. In quasi tutto il mondo convive negli ospedali con la medicina ufficiale, integrandosi perfettamente, tranne che in Africa e in Italia. Parliamo di medicina e non di una chimera. Gli Stati Uniti hanno espresso riserve solo sui farmaci da banco che si vendono nei supermercati e non su quelli che il medico prescrive. Nel 2013- ha aggiunto il Prof.Chiriacò- la conferenza stato-regioni fece tutta una normativa sulle caratteristiche che deve avere l’omeopata e le scuole di specializzazione, che non può essere il misticismo o altre cose filosofiche. Venne dato un termine di tre anni per rispettare questa normativa e attualmente solo sei regioni su ventuno si sono messe in regola. Mi pare che anche le Marche istituì questa commissione di valutazione. Il problema non è dell’omeopatia, ma del singolo (come in questo caso). Il misticismo non ha nulla a che fare con l’omeopatia e la medicina”. Il medico ha infine concluso dicendo che: “Non si può essere contrari al vaccino che è una conquista dell’umanità, così come l’omeopatia che è una grande conquista dell’umanità. Le due medicine possono avere una loro collaborazione. Nella patologia batterica, acuta, è ovvio che ci debba essere una prevalenza della medicina ufficiale. Nelle patologie croniche l’omeopatia si può indicare meravigliosamente con quella ufficiale. Perché se ho due armi ne devo usare solo una?”

Andrea Lupoli

 ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA AL PROF.ALBERTO VILLANI

 ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA AL PROF.DARIO CHIRIACò

 

 

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