Il chirurgo poserà il bisturi?

08/06/2017

OsteoartrosiUna nuova tecnica, non chirurgica, per ritardare o evitare del tutto l’intervento al ginocchio o ad una articolazione colpita dall’osteoartrite. Ne ha parlato il Dott.Giuseppe Mucci, Amministratore Delegato Bioscience Institute, durante il programma Genetica Oggi, su Radio Cusano Campus.

Partiamo dottore dal capire cos’è l’osteoartrite

E’ fondamentalmente un processo degenerativo della cartilagine, una condizione che interessa circa il 15% della popolazione mondiale e colpisce prevalentemente individui in età adulta oppure giovani che sollecitano in modo eccessivo le articolazioni come gli sportivi professionisti e gli obesi. Ricordiamo inoltre che l’artrosi all’anca e al ginocchio è considerata l’undicesima causa globale di disabilità in quanto il dolore articolare determina un handicap che condiziona le attività quotidiane dell’individuo con serie ripercussioni nell’ambito socio sanitario.

In cosa consiste questa nuova tecnica non chirurgica?

Si utilizzano delle cellule staminali adulte di tipo mesenchimale che vengono ricavate dal tessuto adiposo. In buona sostanza viene prelevato del grasso da una qualsiasi zona del corpo (circa 20 cc) del paziente, parliamo di una quantità veramente esigua quindi non siamo davanti ad una liposuzione. Una volta aspirato questo grasso con una siringa viene portato presso una “Cell Factory” dove vengono estratte queste cellule staminali mesenchimali. Dopo essere state estratte vengono moltiplicate perché, secondo studi scientifici, per avere un risultato tangibile c’è bisogno di 10 milioni di cellule staminali. Per fare questo c’è la necessità di coltivarle in laboratorio per due settimane dopodiché vengono iniettate nell’articolazione interessata, per esempio quella del ginocchio o nell’anca. Queste cellule andranno a rimpiazzare quelle invecchiate, o morte, in conseguenza di traumi, di invecchiamento della persona o per eccessivo sforzo.

Qual è la percentuale di successo di una tecnica del genere?

Si tratta di un prodotto biologico quindi ogni persona risponde in modo diverso. Dobbiamo però pensare che non ci sono alternative. Queste cellule staminali hanno la possibilità di diventare cellule della cartilagine (condrociti) e noi abbiamo una buona casistica. Ci sono diversi studi scientifici che dicono che il trattamento è assolutamente affidabile e da certamente dei risultati. Gli ultimi studi pubblicati dalla comunità europea dicono che i risultati vanno dal 40 al 50% di miglioramento di quella che è la condizione del paziente.

E’ una tecnica dolorosa?

La tecnica non è affatto dolorosa perché per prelevare il grasso bisogna solo superare la pelle. Prendere 20 cc, che è un quarto di bicchiere di una bibita, non rappresenta un dolore perché poi il grasso non è innervato. Fare una semplice iniezione nel ginocchio per esempio è estremamente banale e non da alcun dolore. Si pensi che poi l’innovazione sta anche nel fatto che fino ad oggi sono state utilizzate le cellule della cartilagine prelevandole direttamente dalla cartilagine. Se ne prendeva un pezzetto e venivano estratti da li. Il risultato però era molto relativo. Con le staminali del grasso invece i risultati sono eccellenti ed è possibile trattare anche pazienti anziani. Ricordiamo che non è però un prodotto miracoloso ma ripristina le cellule li dove mancano.

Andrea Lupoli

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA

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