Donna in gravidanza con Leucemia, il medico: “Sarà possibile usare questo protocollo di terapia anche in pazienti non in gravidanza”

11/05/2018

marziaMarzia Mocera, questo il nome di una donna di 31 anni, che ha scoperto di avere la leucemia in stadio avanzato quando era al sesto mese di gravidanza. L’unica soluzione sembrava l’aborto terapeutico, ma d’accordo con i medici – hanno tentato ciò che in Italia nessuno aveva mai osato. Sospensione di una parte della chemioterapia per i mesi necessari per completare la gravidanza, sostituita da una cura innovativa, per evitare malformazioni al feto. Andrea è nato il 23 aprile al Policlinico di Palermo, dove Marzia è stata seguita da una équipe multidisciplinare dei reparti di Ematologia e Ginecologia.

ll ginecologo che ha seguito la paziente, il Prof.Renato Venezia, Dirigente Medico al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, Docente di Ginecologia, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del programma Genetica Oggi.

Il Prof.Renato Venezia, Dirigente Medico al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, Docente di Ginecologia, ha spiegato come:

“Il fatto raro è che questa forma leucemica, già di per se abbastanza rara, è che si sia presentata durante la gravidanza. Abbiamo deciso di fare una terapia, sperimentata dagli ematologi, con acido retinoico. La novità è stata quella di non impiegare la chiemioterapia tradizionale. Usando solo l’acido retinoico abbiamo avuto risultati molto soddisfacenti e appena abbiamo potuto abbiamo eseguito un parto cesareo alla 35esima settimana. La mamma e il bambino sono in perfette condizioni ma ovviamente è stata già contattata dai nostri ematologi per intraprendere un ciclo di chemioterapia per continuare il suo percorso terapeutico.”

“E’ il primo caso in Italia- ha aggiunto il Prof.Venezia- dell’uso dell’acido retinoico durante la gravidanza. E questo è stato merito anche dei nostri ematologi che ci hanno consigliato questo approccio con risultati molto soddisfacenti. L’acido retinoico non è un chemioterapico ma c’è da dire che poteva portare anche esso a malformazioni del feto ma abbiamo protetto il bambino per evitare proprio questo. Sarà possibile usare questo protocollo di terapia anche in pazienti non in gravidanza.”

Andrea Lupoli

 

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA AL PROF. RENATO VENEZIA

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