Arrivare preparati psicologicamente alla Procreazione Medicalmente Assistita

05/05/2017

PMALa Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è ad oggi una possibilità anche nel nostro paese grazie allo “smantellamento” della legge 40. E’ possibile diventare genitori grazie alla PMA ma dal punto di vista psicologico c’è bisogno di un particolare percorso e di profonda attenzione per arrivare preparati. Ne ha parlato la Prof.ssa Francesca Natascia Vasta, psicoterapeuta e gruppoanalista, docente a contratto Università Niccolò Cusano intervenuta ai microfoni della trasmissione Genetica Oggi su Radio Cusano Campus.

 

Prof.ssa Vasta, a livello psicologico cosa succede ad una coppia quando scopre che non può avere figli?

Accadono diverse cose, la scoperta che essere pronti per avere un figlio non coincide però su un piano mente-corpo genera turbamento perché il corpo viene concepito come traditore, il corpo diventa estraneo, non più riconoscibile, con un sentimento quasi di estraneazione dal proprio corpo. Si arresta un processo vitale che la coppia pensa di poter portare avanti e questo arresto porta a tutta una serie di sintomi che possono portare ansia, depressione.

Se la diagnosi riguarda solo uno dei due partner ci può essere una situazione di disagio o di accusa nella coppia?

Si certo, tutte le coppie che ho seguito, anche con una certa stabilità psichica, se portatori di una sintomatologia per cui ci si riteneva responsabili dell’impossibilità di avere figli, si colpevolizzavano. Per questo è molto importante quello che sta facendo la SIRU (Società Italiana della Riproduzione Umana) che guarda all’umanizzazione delle cure grazie alla presenza di tanti esperti che affrontano l’infertilità non solo dal punto di vista medico ma anche dal punto di vista psicologico e/o ostetrico. Il partner che si colpevolizza può infatti avere problemi di diversa natura, depressione in primis. Penso inoltre all’aspetto storico, in alcune culture arcaiche infatti chi non poteva avere figli poteva essere ripudiata dal proprio marito o il matrimonio poteva essere annullato.

Come si arriva preparati alla PMA dal punto di vista psicologico?

Sarebbe di grande aiuto se tutte le coppie affrontassero i vari momenti, dalla diagnosi in poi, facendosi sostenere da un professionista. E’ molto importante poter mettere “in parola” i propri sentimenti e le proprie emozioni e anche poter trovare uno spazio di confronto con il proprio partner. Ricordiamoci che va fatta una distinzione fra chi ha una infertilità e può sottoporsi a tecniche di fecondazione assistita omologa, quindi con i propri gameti e chi ha una diagnosi di sterilità che è una diagnosi più complessa dal punto di vista psichico perché prevede poi l’accesso a tecniche di PMA eterologhe (con cellule provenienti da donatore).

La percezione del figlio è la medesima che in una fecondazione “naturale”?

Dipende dalla coppia, dipende dalla persona, per questo è importante farsi accompagnare perché può essere la stessa oppure può essere quella di un figlio ancora più idealizzato, desiderato. Bisogna lavorarci su ma credo che le possibilità ci siano e la percezione diventa di fatto la medesima.

Andrea Lupoli

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA ALLA PROF.SSA FRANCESCA NATASCIA VASTA

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