La Sepsi: Nuove e vecchie armi contro un nemico invisibile

22/09/2017

sepsiColpisce 20-30 milioni di persone nel mondo, 250mila casi solo in Italia, di cui 1 su 4 non sopravvive, per un totale di 60mila morti l’anno. Il suo nome è sepsi, ed è la conseguenza di una grave risposta dell’organismo a un’infezione che danneggia tessuti e organi. La sepsi rappresenta un’emergenza sanitaria in costante aumento, dall’esito fatale se non diagnosticata precocemente e trattata tempestivamente, anche per questo si è da poco celebrata la giornata Mondiale della Sepsi. Ne ha parlato la Dott.ssa Maria Pia Ruggieri, Presidente SIMEU, Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza, intervenendo ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del programma Genetica Oggi.

Cos’è la Sepsi?

La Sepsi è un problema che coinvolge tutto l’organismo ed è causato da un agente infettivo, un batterio per esempio che porta ad una malattia grave che coinvolge più organi nel nostro corpo fino a portare a morte.

Sono 250mila le persone in Italia colpite da Sepsi. Una cifra particolarmente elevata

La sepsi è una delle malattie più emergenti a livello mondiale. Colpisce infatti 20-30 milioni di persone nel mondo, 250mila casi appunto solo in Italia, di cui 1 su 4 non sopravvive, per un totale di 60mila morti l’anno Si pensi che I tassi di ospedalizzazione per sepsi hanno ormai superato l’incidenza di infarto miocardico. La diagnostica, migliorando la rapidità e l’accuratezza dei risultati e dunque ottimizzando la terapia antibiotica, può dare un contributo importante per scongiurare un aumento della mortalità associata alla malattia.

Ancora troppe poi le infezioni che si contraggano negli ospedali

Le risorse e l’organizzazione degli ospedali non è uguale su tutto il territorio. Ci sono situazioni in cui con laboratori di analisi avanzati abbiamo l’opportunità di diagnosticare la Sepsi molto velocemente. E’ anche vero che comunque in linea generale un trattamento antibiotico ad ampio spettro e quindi non specifico per un certo batterio è efficace a contrastare una sepsi iniziale. C’è comunque ancora molto da fare. L’igiene è la prima cosa, lavarsi adeguatamente le mani per scongiurare in parte un’infezione ospedaliera e parlo sia degli operatori sanitari che dei familiari in visita ai pazienti. Molto importante sarebbe trovare nei reparti dei dispenser di disinfettante per le mani, già questo per esempio si possono evitare numerosissime infezioni. I germi che noi portiamo usualmente sulle nostre mani a noi non creano alcun problema, ad un paziente in ospedale può causare un’infezione con seri danni.

Parlando invece di antibiotici, ne abbiamo presi troppi?

Esistono Sepsi da resistenza antibiotica, la resistenza agli antibiotici è un problema mondiale molto grave. E’ un problema culturale con la responsabilità di noi medici, ad ogni livello, ma è un problema culturale anche dei cittadini e dei pazienti. Ci sono stati periodi in cui in casa si utilizzavano antibiotici, magari sui propri figli, residui di vecchie prescrizioni. L’antibiotico è un farmaco importante che va somministrato solo quando necessario e su indicazione del medico.

Andrea Lupoli

 ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA ALLA DOTT.SSA MARIA PIA RUGGIERI

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