Sordità nei bambini: Ecco le nuove tecnologie

20/06/2017

sorditàLe difficoltà di linguaggio nei più piccoli potrebbero nascondere un problema legato alla sordità, totale o parziale. In Italia, 1 su 1000 nuovi nati presenta alla nascita una ipoacusia sufficientemente grave da pregiudicare un normale sviluppo del linguaggio, mentre 1 su 4000 è affetto da sordità totale (ipoacusia neurosensoriale bilaterale profonda) che non trae beneficio dalle protesi acustiche convenzionali. In questi casi l’impianto cocleare rappresenta l’unica soluzione per ristabilire una normale funzionalità uditiva. Ne ha parlato il Dott. Pasquale Marsella, Responsabile di Audiologia e Otochirurgia Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del programma Genetica Oggi.

Quali sono le principali patologie che possono colpire l’udito di un bambino?

Le cause più comuni sono anche le cause più banali e transitorie. L’infiammazione delle prime vie aeree, le adenoiditi, possono portare catarro nel timpano e limitare la percezione uditiva. Le forme più complesse sono forme che possono comparire alla nascita e sono per più del 50% legate alla genetica.

Uno stato infiammatorio continuo, magari a causa delle forme influenzali, può compromettere irreversibilmente la capacità uditiva?

No, le situazioni legate alle infiammazioni, con ristagno di catarro, impedisce temporaneamente la percezione dei suoni e delle parole. Non arrivano a dare danni permanenti. Discorso diverso quando ci sono delle lesioni della coclea (parte interna dell’orecchio) che nulla hanno a che vedere con queste infiammazioni e che sono irreversibili.

Quali sono i campanelli d’allarme?

Nel caso della sordità congenita, dovrebbe essere intercettata da uno screening che viene fatto alla nascita, un test che aiuta a valutare se l’udito ha deficit oppure no. La sorveglianza del pediatra è invece fondamentale per capire se nel tempo emerge qualcosa di nascosto. I genitori, la madre in particolare, risultano meno adatti a capire perché, paradossalmente, comunicano con i propri figli anche attraverso il linguaggio non verbale. La via uditivo-verbale è una delle tante forme comunicative che ha.

Cosa si può fare invece a livello terapeutico?

Negli ultimi 15-20 anni abbiamo beneficiato molto dei progressi tecnologici. Oggi sordità lievi e medie possono essere ben riabilitate mediante apparecchi acustici che sono di grande efficacia. Nei casi di sordità grave e sordità profonde abbiamo invece impianti cocleari comunemente conosciuto come “orecchio bionico”. L’impianto cocleare è una protesi per l’udito in grado di sostituire del tutto la funzione della coclea, organo dell’orecchio interno deputato alla conversione delle onde sonore in impulsi elettrici destinati alle vie uditive. L’impianto cocleare consta di una componente interna e di una esterna. Come detto è indicato in tutti i bambini affetti da sordità profonda bilaterale, presente dalla nascita o acquisita nel corso della vita, ai quali le protesi acustiche non sono in grado di garantire un adeguato accesso al mondo dei suoni. L’applicazione del dispositivo avviene attraverso un intervento chirurgico non particolarmente complesso, per un professionista, della durata di circa un’ora e mezza.

Andrea Lupoli

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA AL DOTT.PASQUALE MARSELLA

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