Aids: la ricerca italiana protagonista a Boston. Nuove terapie e studi

20/03/2014

Si e’ conclusa a Boston, Stati Uniti, la 21ma Conferenza sui Retrovirus ed Infezioni Opportunistiche (CROI 2014). Il CROI e’ un congresso scientifico dove ricercatori e medici si danno appuntamento per scambiarsi informazioni sui loro studi e confrontarsi sui temi di maggiore attualita’ in materia di HIV. Diecimila i delegati presenti da tutto il mondo. Quest’anno sono stati presentati i risultati di nuove importanti ricerche nei seguenti ambiti: nuovi approcci al trattamento della tubercolosi nei pazienti affetti da HIV, nuovi farmaci per il trattamento dell’epatite C per pazienti con confezione, tra cui i regimi privi di interferone, nuove combinazioni farmacologiche per il trattamento dell’HIV, rischio di trasmissione dell’HIV in coppie in cui il partner sieropositivo ha raggiunto la piena soppressione virale grazie alla ART, approcci in materia di ricerca di una cura per l’HIV.

”Due gli argomenti principali posti al centro dell’attenzione – spiega Massimo Andreoni, Presidente Simit, Societa’ Italiana Malattie Infettive e Tropicali – Il primo riguarda la terapia dell’infezione da Hiv. Gli inibitori degli integrasi, una classe di farmaci che potrebbe offrire nuove possibilita’ di sviluppo e che hanno assunto un ruolo di primo piano: le terapie che prevedono una associazione con questi farmaci si sono dimostrate altissimamente efficaci,con risultati sorprendenti. Il secondo argomento di grande interesse riguarda i nuovi farmaci dell’epatite, che si rivolgono non soltanto ai pazienti polinfetti dai virus dell’epatite e dell’hiv, ma anche quelli monoinfetti. Questi nuovi farmaci che si stanno affacciando sul panorama terapeutico aumentano considerevolmente le chance per eradicare definitivamente l’infezione”. Al congresso internazionale sull’Aids c’e’ stata una sessione dedicata interamente alla ricerca italiana, denominata ICAR-CROI, dove sono stati presentati i lavori di 17 ricercatori italiani.

Un momento riflessivo utile a lanciare il VI Congresso Nazionale Icar, Italian Conference on Aids and Retroviruses, che si svolgera’ a Roma, presso lo Sheraton Conference Center, dal 25 al 27 maggio. Tra le relazioni piu’ significative del congresso mondiale, lo studio, tutto italiano, dei nuovi sistemi elettroencefalografici, ossia quei sistemi che permettono di studiare il problema del danno neurocognitivo in caso di hiv. Analizzando i casi di persone che presentano disturbi di invecchiamento precoce, che potrebbero portare anche alla demenza, si e’ studiata una nuova tecnica che aiuta a individuare precocissimamente il danno a livello neurologico, per evitare che la situazione peggiori successivamente. ”Durante il congresso romano di maggio – continua Andreoni – saranno presentate le principali ricerche italiane oggi in corso sull’Aids. Un congresso molto importante, soprattutto in questo periodo in cui la ricerca italiana e’ in grande difficolta’ per la mancanza di fondi. Cio’ nonostante prosegue, e con ottimi risultati, come dimostra la stessa esperienza a Boston. A Roma ci sara’ un’ulteriore possibilita’ di dare loro tutto lo spazio necessario”.

A cura di Andrea Lupoli

[Fonte: Asca]

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