Alcol e giovani: Intervista al Prof. Emanuele Scafato

21/10/2014

Ragazza che beve da una bottigliaDettagliato e puntuale l’intervento del Dott. Emanuele Scafato, gastroenterologo, responsabile Osservatorio Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità durante la diretta di “Genetica Oggi” su Radio Cusano Campus 89.100 FM. Il medico ha evidenziato rischi e patologie legate al consumo smodato di alcol da parte di giovani e giovanissimi.

Dott.Scafato parliamo di abuso di Alcol e Giovani, un trend in forte crescita. Quali sono i segnali inconfondibili che il proprio figlio consumi alcol?

Sempre di più i giovani che consumano alcol nel nostro paese già durante l’adoloscenza. Irritabilità, ma anche l’isolarsi sempre più e l’essere particolarmente taciturni sono questi tutti segni di un possibile alcolismo iniziale.

Sempre più giovani tendono a bere grosse quantità di alcol in un ridotto lasso di tempo. E’ il binge drinking. Quali i rischi di questa pratica?

Una pratica che proviene dal mondo anglosassone e che sta mietendo numerose vittime. Il bere concentrato porta il fegato a dover smaltire un quantitativo di alcol superiore alla sua capacità. Questo può portare a coma etilico molto rapidamente così come ad un danno epatico irreversibile.

Spesso i giovani bevono per sentirsi parte di un gruppo, per non sentirsi esclusi. Stando ad una recente ricerca “l’ebbrezza” è vista positivamente dai giovani in quanto collante sociale. Quali misure andrebbero adottate, secondo lei, per evitare questo?

Tornare a parlare con i giovani in modo diretto, senza imporre ma dialogando affinché la scelta di non bere sia libera e consapevole. Questo il primo passo; così come tornare a fare informazione nelle scuole con il supporto dei docenti.

Andrea Lupoli

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