Artrosi del ginocchio: Ecco la personalizzazione delle protesi

09/03/2016

artrosi ginocchioAumentano i casi di artrosi al ginocchio nel nostro paese. Complice l’aumento dell’età media ma non solo; molti i casi fra gli ex sportivi professionisti e non. Ne ha parlato il Dott. Mario Manili Socio SIOT, Società di Ortopedia e Traumatologia, Consulente presso la Clinica Villa del Rosario di Roma, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano, durante la diretta del programma Genetica Oggi.

Dott.Manili generalmente il 50 % della popolazione sopra i 65-70 anni soffre di artrosi al ginocchio. Di che condizione parliamo?

Parliamo di una condizione particolarmente invalidante. Non solo si ha un’alterazione della deambulazione ma soprattutto si hanno dei dolori, che aumentano sotto carico quando una persona si muove, che spingono il paziente a camminare sempre meno e a ridurre la sua attività. Il paziente spesso cerca di uscire da questa situazione con una terapia medica che però per l’artrosi non esiste, almeno se parliamo di terapia risolutiva.

Oltre all’età cosa provoca l’artrosi?

C’è una piccola ipotesi legata all’ereditarietà però normalmente c’è il sovrappeso fra le cause principali. Il ginocchio valgo anche porta ad una condizione di ginocchio sofferente, con affaticamento della cartilagine, e nel tempo si può andare incontro ad artrosi.

Gli ex sportivi sono a rischio?

Lo sono soprattutto se hanno delle piccole deviazioni, per gli ex sportivi è difficile trovare pazienti in sovrappeso però chi ha delle piccole deviazioni assiali se fa un’attività sportiva importante è  candidato prima di altri ad avere una certa artrosi.

Quali le possibilità terapeutiche?

La prima è la fisioterapia, aiuta molto il poter trattare questi dolori con dei trattamenti fisioterapici antalgici o con altre procedure riabilitative. La seconda è quella di procedere tramite l’immissione nel ginocchio di farmaci condroprotettori, che proteggono la cartilagine, oppure con prodotti cellulari prelevati dal midollo osseo del paziente capaci di stimolare la cartilagine sofferente. Fatte queste cose la terapia medica finisce ed inizia, eventualmente, la terapia chirurgica.

Oggi si parla di personalizzazione della protesi. Di cosa si tratta?

La protesi deve essere applicata con grande precisione e deve essere assolutamente in linea con la condizione del paziente. Oggi lo si può fare grazie ad esami strumentali di alta precisione come la TAC. Prima a di operare viene fatta una TAC (acronimo di tomografia assiale computerizzata) che studia l’osso, permettendo all’ingegnere e al chirurgo di adoperare una serie di scelte esclusive per quel ginocchio e per quel paziente. L’intervento diventa così più facile, breve e preciso.

Quali i consigli per tutelare la salute delle nostre ginocchia?

Come prima cosa tenere sotto controllo il peso, evitando sovrappeso e obesità. Il secondo suggerimento è di fare un’attività fisica moderata privilegiando le attività “fuori carico” come il nuoto o l’attività in palestra senza carico. Per quanto riguarda la parte farmacologica si può optare per integratori specifici che agiscono sulla cartilagine del ginocchio.

Andrea Lupoli

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA

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