Associazione Morosini, un defibrillatore può salvare un atleta

20/11/2014

Calciatore MorosiniLo spirito è lo stesso e certi ideali uniscono, come in una squadra di calcio. L’Associazione Morosini ce l’ha scritto nel suo statuto quale è il suo fine: “promuovere iniziative volte alla sensibilizzazione culturale e sociale atte a favorire lo sviluppo della ricerca medica e scientifica”. È quello che sta cercando di fare anche l’Università Niccolò Cusano tramite questa pagina, che non poteva non ospitare un sodalizio giovane ma che sta ottenendo grandi risultati. Da una tragedia, quello dell’ex giocatore del Livorno Piermario, è nata una perla che si batte per garantire maggiore sicurezza a chi pratica sport e non solo.

Ai microfoni di Radio Cusano Campus (89.100 in fm a Roma e nel Lazio e in streaming su www.radiocusanocampus.it) è intervenuto il presidente dell’Associazione, il dottor Paolo Bastianello, per parlare della realtà dell’Associazione Morosini e delle sue finalità.

“Siamo un’associazione culturale nata per sensibilizzare il pubblico riguardi l’uso del defibrillatore che io chiamo, più giustamente, il salva vita. Abbiamo dedicato questo sodalizio a Piermario Morosini”.

Nello statuto  si legge la vostra mission, molto vicino a quello che spinge e muove questa iniziativa editoriale. Quali sono le prossime iniziative che state mettendo in campo per tagliare nuovi traguardi?

“La nostra prossima idea è quella di entrare nelle scuole. Rispetto ai paesi europei siamo indietro su questi aspetti,  ovvero insegnare ai ragazzi e agli studenti cosa fare se i compagni hanno dei malori. Con i defibrillatori si possono salvare tantissime vite così come un pronto soccorso. Bisogna quindi imparare la rianimazione cardiaca, è fondamentale perché non tutti hanno a disposizione dei macchinari specifici. Questo tipo di procedura può concedere più tempo a chi poi interviene per salvare la vita del paziente”.

Bastianello è convinto che il calcio sia un mezzo importante per veicolare alcuni messaggi:

“Il calcio è lo sport più seguito ma anche gli altri sport hanno bisogno di visibilità. È una bella iniziativa che non può fare altro che dare risalto ad altri progetti che vogliono salvare delle vite. Quando salviamo una vita riusciamo a fare qualcosa di importante: una cosa che ci regala soddisfazione”.

L’azione dell’Assocazione Morosini è molto importante. Secondo le statistiche, in Italia, ogni anno,si registrano tra le 60.000 e le 70.000 persone colpite da arresto cardiaco. Dopo 2 minuti dall’arresto cardiaco c’è ancora l’80% di possibilità di salvezza. Dopo 8 minuti le possibilità si riducono solo al 20%. Non è sufficiente chiamare il 118, anche se tempestivamente, perché c’è pochissimo tempo a disposizione per evitare conseguenze gravissime. Ecco perché il defibrillatore è diventato uno strumento di vitale importanza così come avere vicino qualcuno che sappia cosa fare.

Redazione

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