Alimentazione e Sport, binomio per un cervello sano

20/03/2015

Sport e cervello alimentazione e saluteProsegue il nostro racconto riguardo il cervello e la settimana mondiale ad esso dedicata. Il Prof. Carlo FerrareseProfessore Ordinario di Neurologia e Direttore Scientifico del Centro di Neuroscienze di Milano, Università di Milano Bicocca, intervenendo ai microfoni di Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano (89.100 Fm a Roma e nel Lazio e in streaming sul sito: www.radiocusanocampus.it) ha evidenziato alcuni aspetti fondamentali che legano l’alimentazione alla salute del nostro cervello.

Prof.Ferrarese siamo nella settimana mondiale del cervello quest’anno dedicata all’alimentazione e alla sua influenza sull’encefalo. Anche in alcune malattie neurodegenerative il nostro modo di mangiare può essere la prima arma di prevenzione?

Si è proprio così perché sappiamo che un meccanismo molto comune nelle cellule, chiamato stress ossidativo, porta ad accumulo dei radicali tossici che sono contrastati da alcuni alimenti utili che, come nel caso di frutta e verdura, possiedono antiossidanti naturali, licopeni e varie sostanze protettrici. La dieta mediterranea è fonte di tali sostanze. Aggiungiamo inoltre che ipertensione, obesità e diabete predispongono a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer ed evitare dunque l’obesità è fondamentale parlando di prevenzione di fattori predisponenti alla malattia.

Quante calorie consuma il nostro cervello?

Il cervello pesa circa 1,2-1,7Kg e consuma il 20% delle calorie assunte. Il cervello è un organo sempre attivo, anche quando dormiamo o riposiamo, e dunque il consumo energetico non è vincolato, come nel caso dei muscoli, al movimento. Il glucosio è il principale combustibile utilizzato dal cervello.

Dormire gioca un ruolo fondamentale per rigenerare il nostro cervello?

Certamente, questa è una scoperta recente dimostrata su alcuni articoli americani dello scorso anno, durante il sonno il cervello si depura da molecole tossiche, fra queste ce n’è una che si chiama beta-amiloide, una proteina che è fortemente legata alla Malattia di Alzheimer. Una proteina che si deposita nelle cellule cerebrali ed innesca appunto “neuro infiammazione” e “stress ossidativo”. Durante il sonno questa proteina viene smaltita dal cervello nel sangue ed eliminata. Oltre all’alimentazione possiamo dire che il sonno aiuta quindi a prevenire la malattia.

Per mantenere in salute il nostro cervello è importante, oltre ad una corretta alimentazione e un buon riposo, allenarlo mantenendolo attivo attraverso letture, studio e vita sociale?

Si, il cervello è un organo plastico, ossia più è attivo più si rigenera. Dunque mantenerlo attivo sia con attività culturali come imparare nuove lingue o anche fare i cruciverba contribuisce a formare nuove sinapsi e questo in qualche modo può contrastare l’accumulo di proteina beta amiloide di cui parlavamo prima. Sappiamo che le persone con elevato livello di scolarizzazione hanno una “riserva cognitiva” che li protegge da malattia neurodegenerativa.

L’Università Niccolò Cusano sta raccontando la ricerca medico scientifica, tramite le pagine del Corriere dello Sport, attraverso l’Unicusano Fondi Calcio. Ritiene vincente questa idea per sensibilizzare ed informare le persone?

Si moltissimo, c’è da dire infatti che anche lo sport e l’attività fisica sono attività che giocano un ruolo protettivo nei confronti del cervello. Lo sport oltre a combattere l’obesità è in grado di produrre fattori di crescita utili per il cervello. Migliora anche le capacità di coordinamento del cervello stesso e fa produrre sostanze che contrastano i meccanismi neurodegenerativi. L’attività fisica è fondamentale quindi come quella cognitiva.

Andrea Lupoli

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