Troppo zucchero manda in tilt il cervello

19/02/2016

zucchero memoriaTroppo zucchero “manda in tilt” il cervello inibendo la riproduzione delle cellule staminali coinvolte in apprendimento e memoria. Lo ha evidenziato un nuovo studio promosso dall’Ospedale Gemelli di Roma insieme alla Facoltà di Medicina dell’Università del Sacro Cuore.  Ne ha parlato dettagliatamente il Dott.Giovambattista Pani, medico di Patologia Generale presso l’Ospedale A.Gemelli di Roma, intervenendo ai microfoni di Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano, durante la consueta diretta di Genetica Oggi. Il lavoro è stato pubblicato  sulla prestigiosa rivista Cell Reports. I ricercatori hanno inoltre osservato che nel cervello di animali sottoposti a restrizione calorica (dieta ipocalorica comparabile a una dieta di circa 1500 calorie al giorno) aumenta di contro il numero di cellule staminali cerebrali. Cellule “totipotenti” in grado di differenziarsi in nuovi neuroni e in tessuto nervoso.

Dott.Pani, un eccesso di zucchero diminuisce dunque le nostre capacità cognitive?

Quello che emerge dai nostri studi, che si collocano in un ampio settore della ricerca sugli effetti negativi di un eccesso di nutrienti sul nostro organismo, è che un eccesso di zuccheri nel sangue ha un effetto specifico sulle cellule staminali del cervello, cellule che sono molto importanti quando bisogna “costruire” nuovi neuroni e nuove “memorie”. L’eccesso di zucchero danneggia queste cellule e impedisce loro di farle proliferare distruggendole.

Possiamo dunque ipotizzare che un certo tipo di alimentazione sia in grado di favorire o meno il processo di memorizzazione?

Certamente si, l’eccesso di zucchero anche in una persona sana e dunque non necessariamente malata di Diabete, può avere dei grossi effetti negativi sulla memoria. Nessuno criminalizza lo zucchero in quanto tale però il loro consumo va controllato. Il nostro studio si concentra comunque sui casi di palese iperglicemia cronica come quella che si instaura nel diabete.

L’alimentazione può favorire  anche malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson?

Oggi c’è una grande attenzione riguardo l’associazione fra diabete e Alzheimer. Alcuni autori indicano addirittura l’Alzheimer come un “Diabete di tipo 3”. L’Alzheimer è considerato una specie di “Diabete del cervello” ossia una malattia dovuta principalmente dall’incapacità del cervello ad utilizzare lo zucchero.  Voglio aggiungere che oggi si osserva, per la prima volta, come il diabete tipico delle persone anziane insorga già nei bambini. Un diabete alimentare, non immunologico, dato da eccessivo accumulo di grasso.

Andrea Lupoli

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA

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