Chiarito il legame fra insonnia e depressione

16/07/2014

Donna InsonneChe l’insonnia potesse generare disturbi depressivi è un dato già noto da tempo. Come invece agisse il processo responsabile di questo legame era fino ad oggi un mistero. I ricercatori dell’Università di Groningen, in Olanda, hanno chiarito il meccanismo alla base di un disturbo che sembra colpire sempre più donne sopra i 45 anni di etàsposate, russatrici. Questo un primo identikit risultato di un’inchiesta mondiale sui disturbi del sonno, cui hanno partecipato 3970 italiani dai 15 anni in su (il 52% donne, il 18,3% di ultra 65/enni).

La ricerca

“Abbiamo iniziato a studiare i disturbi del sonno perché è risaputo che in pazienti affetti da depressione questi problemi sono molto comuni”, ha affermato Peter Meerlo, leader del gruppo di ricerca olandese, che ha presentato la ricerca durante il FENS Forum di Milano. “E’ opinione diffusa però che l’insonnia sia solo un effetto collaterale della depressione. Recenti ricerche hanno evidenziato invece come i disturbi del sonno possano in alcuni casi innescare meccanismi che provocano disturbi dell’umore”. Da sintomo quindi l’insonnia diventa causa, fattore scatenante. “In molti pazienti l’insonnia può predire la depressione, ha poi concluso il ricercatore olandese. Secondo le osservazioni nei soggetti insonni ci sarebbe una alterazione della sensibilità alla Seretonina da parte delle cellule nervose.

Le Conclusioni

“Molte persone pensano che dopo una settimana di sonno carente bastino pochi giorni per riprendersi completamente. In realtà il nostro studio ha mostrato che la privazione di riposo innesca nel cervello piccoli cambiamenti che sono sì reversibili, ma dopo diverso tempo. Se vengono trascurati, quindi, possono provocare effetti anche gravi”, conclude Meerlo. Dormire bene è una questione seria. Nelle società occidentali le persone spesso non se ne rendono conto e dedicano al sonno solo le ore libere da impegni. Dobbiamo cambiare la nostra mentalità e prendere coscienza dell’importanza che invece riveste per il nostro cervello.

Andrea Lupoli

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