Come il cervello reagisce al “Multitasking”

02/10/2014

EncefaloIntervenuto telefonicamente nella puntata odierna di “Genetica Oggi” su Radio Cusano Campus il Prof. Sandro Iannaccone, primario dell’unità di riabilitazione specialistica, disturbi neurologici, cognitivi e motori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele ha rilasciato un’intervista riguardo la capacità del cervello di gestire più attività contemporaneamente.

Professore un nuovo studio Inglese mette in evidenza come chi utilizza le nuove tecnologie (smartphone, tablet, Pc) ha un assottigliamento della sostanza grigia nella zona anteriore del cervello. Ci aiuti a capire cosa significa.

E’ uno studio recente e in parte controverso. Non è ancora chiaro se tale assottigliamento di quest’area, preposta all’autocontrollo,  sia un effetto o una causa dell’essere multitasking. Lo studio è stato condotto su 75 soggetti ma nonostante il numero non elevatissimo ha fornito dati interessanti per comprendere alcuni meccanismi ancora sconosciuti del nostro cervello.

Ma in effetti il “Multitasking” è un bene per il nostro cervello? Siamo fisicamente in grado di gestire più cose contemporaneamente?

Si, l’encefalo è sicuramente in grado di gestire numerose informazioni. E’ sempre un bene sottoporre il nostro cervello ad attività e ad “uso”. Altra cosa è se parliamo in termini di “qualità”. Fare più cose contemporaneamente può portare ad errore oppure a scarsi risultati.

Capire certi processi può aprire strade nuove nel trattamento di patologie gravi come per esempio l’Alzheimer?

E’ certamente uno dei percorsi possibili nella comprensione di alcune patologie ad oggi non curabili.

Andrea Lupoli

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