Cosa resta dopo la Giornata Mondiale Senza Tabacco?

01/06/2016

No Tobacco DaySi è celebrata, come ogni 31 Maggio, la Giornata Mondiale Senza Tabacco un appuntamento nato nel 1998 e promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi legati al fumo. Un invito a smettere, o almeno a mettere da parte le sigarette per 24 ore e per permettere anche al più accanito fumatore di riflettere sull’effetto del fumo. Molti gli esperti intervenuti nel programma Genetica Oggi in onda su Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano in onda sugli 89.100 Fm a Roma e nel Lazio, per raccontare i rischi del fumo e le possibili soluzioni per smettere. “Possiamo dire che il fumo è responsabile di un terzo delle morti per cancro, un terzo di quelle cardiovascolari e un terzo delle morti per patologie respiratorie. –spiega il Dott. Francesco Torino, Oncologo Medico LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori)– E’ noto che il tumore al polmone riconosce nel fumo una causa ma anche altre patologie tumorali riconoscono nel fumo un fattore di rischio fondamentale come il tumore del cavo orale, aggiunge il medico che ribadisce come, quello al colon vescica o quello alla mammella. Un fumatore ha poi un rischio triplo di infarto rispetto ad un non fumatore.”

E-cig utili per smettere?

E se è vero che ogni volta che accendiamo una sigaretta siamo pronti ad inalare oltre 4000 sostanze chimiche di cui almeno 80 cancerogene nell’uomo, per il Prof.Giacomo Mangiaracina, Presidente dell’Agenzia nazionale per la prevenzione e direttore della rivista scientifica “Tabaccologia” un buon modo per smettere è utilizzare la sigaretta elettronica. “Abbiamo analizzato cosa c’è in questi liquidi perché non si può avere una opinione personale su fatti scientifici. —Spiega il Prof.Magiaracina– E’ dal 2010 che analizziamo i contenuti dei vaporizzatori per fornire un’evidenza scientifica. La prima è che non sono cancerogeni, la seconda è che, rispetto alla sigaretta di tabacco, i vaporizzatori riducono il danno rispetto al tabacco tradizionale che in combustione sprigiona 4000 sostanze. Nel vaporizzatore non ce ne sono nemmeno 100”.

Nuovi Studi

Di avviso diverso la Dott.ssa Cecilia Gotti, dell’Istituto di Neuroscienze del CNR, che afferma come: “Se è vero che da un punto di vista tossicologico la sigaretta elettronica fa meno male di quella tradizionale è vero anche che, in base ai nostri studi, non è così innocua come si pensa. Il prodotto da infatti dipendenza, con forti crisi di astinenza. Stiamo cercando di capire quanto di questi effetti siano legati alla nicotina presente nelle e-cig e quanto alle altre sostanze presenti nelle stesse”.

Andrea Lupoli

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