La Depressione: Fra falsi miti e scarsa aderenza alle terapie

10/07/2015

Stati DepressiviUn male di vivere che toglie spazio alla voglia di andare avanti e di affrontare con giusta forza le sfide che la vita pone davanti. E’ la depressione, una vera e propria malattia dalle caratteristiche bene precise. Ne ha parlato il Prof.Claudio Mencacci, Direttore del dipartimento di neuroscienze, salute mentale Ospedale Fatebenefratelli Oftalmico di Milano, Past President Società Italiana di Psichiatria, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano che trasmette ogni giorno sugli 89.100 FM a Roma e nel Lazio.

Professore cerchiamo di capire qual è la differenza fra l’essere demoralizzati e l’essere veramente depressi

La cosa più importante da dire è che se la demoralizzazione la conosciamo tutti così come conosciamo l’emozione e il sentimento della tristezza, il poter parlare di depressione vuol dire  che se in una scala da 1 a 10 ad 1 troviamo la demoralizzazione e parliamo di  depressione solo quando superiamo il valore di 7 o di 8 di questa scala di intensità e di durata nel tempo. Sono due parametri questi importantissimi (intensità e durata) perché significa che l’umore è calato in maniera significativa per buona parte della giornata e dura da almeno due o più settimane. Questo ci fa capire come i momenti transitori di demoralizzazione non devono essere confusi con quella che è invece una malattia vera e propria ossia la depressione.

Quali sono i sintomi che devono spingere la persona a rivolgersi al medico?

Il primo sintomo è il disturbo del sonno, seguito da un profuso senso di perdita di energia, perdita di interesse verso tutte le cose che normalmente davano piacere. Successivamente una condizione legata alla perdita di attenzione e concentrazione. Ogni cosa diventa più complessa e difficile fino a giungere a sentimenti di inadeguatezza e pessimismo dilagante.

Professore gli antidepressivi sono fra i farmaci più utilizzati nel nostro paese, dove si possono trovare i motivi di una così forte richiesta? Colpa della crisi economica oppure si ha una minore resistenza psicologica rispetto al passato?

Dobbiamo partire da alcuni dati. Le persone che noi riteniamo colpite da depressione nel nostro paese sono circa 4 milioni, un cifra importante. Di queste poco più di un terzo vengono curate o non vengono trattate adeguatamente. La terapia spesso non è seguita con sufficiente aderenza, spesso dopo il secondo o terzo mese interrompono le cure esponendosi ad un nuovo fenomeno depressivo. Abbiamo bisogno di far si che le persone si avvicinino alle cure ma per ricevere cure adeguate e corrette, mediche (farmaci) o a carattere psicoterapico.

L’Università Niccolò Cusano sta utilizzando lo sport, attraverso la squadra dell’Unicusano Fondi Calcio, per informare le persone su temi legati alla salute e alla ricerca medica. Ritiene vincente questa idea per sensibilizzare ed informare le persone?

Sicuramente quello dello sport e dell’attività fisica è un canale principale. Noi stessi lo utilizziamo come dipartimento proprio per avvicinare soprattutto i giovani. Si è visto che i giovani che svolgono attività fisica con continuità e in modalità di gruppo hanno una prevalenza inferiore di andare incontro a fenomeni depressivi. In ogni caso quello che oggi sappiamo è che questo stile di vita sano è di grande aiuto e aumenta le potenzialità anche, qualora la persona ne abbia bisogno, di uscire rapidamente da fenomeni depressivi.

Andrea Lupoli

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