Distruggere un tumore grazie al calore. Quando l’eccellenza Italiana fa sperare nel futuro

17/06/2014

Ricerca scientificaAggredire un tumore e le sue metastasi attraverso il calore. Quella che può sembrare un’ipotesi fantascientifica è invece realtà. Una realtà frutto della ricerca italiana che, nonostante le tante difficoltà nelle quali si trova a muoversi, fa sentire in modo importante la sua voce. Qualcuno ha chiamato la procedura “Ipertermia Oncologica” ma di fatto rappresenta una delle più nuove soluzioni utilizzate nel trattamento delle neoplasie. La procedura, introdotta in Europa da pochi mesi, è stata eseguita per la prima volta all’ospedale Cannizzaro di Catania dal responsabile dell’Unità operativa di Interventistica spinale mini-invasiva, Luigi Manfré, su una paziente di 52 anni. La radioablazione è stata impiegata per distruggere delle metastasi ossee presenti a livello vertebrale, una operazione impossibile da eseguire con altre metodiche che andrebbero ad esporre il paziente a rischi elevatissimi.

La tecnica innovativa

Attraverso una cannula è stato introdotto un particolare elettrodo nella vertebra presentante la metastasi; un segnale in radiofrequenza ha poi permesso a tale elettrodo di generare un’area di calore superiore ai 50 gradi c°. Un calore che porta alla distruzione della formazione neoplastica. Come ha dichiarato il Prof. Manfrè: “Grazie alla radiofrequenza che lo attraversa l’elettrodo genera una sfera di calore di temperatura capace di ablare appunto le cellule tumorali. Poiché può essere curvato, l’elettrodo è anche in grado di creare differenti volumi, personalizzando il trattamento per ogni specifica lesione. I sensori di rilevazione del calore permettono, inoltre, di lavorare in tutta sicurezza per i tessuti sani circostanti, evitando che la sfera di calore raggiunga aree non tumorali, le quali rimangono così integre”. Il trattamento è indolore, mediante l’uso di anestetici locali, e con l’uso di una Tac si può guidare la sonda in modo assolutamente preciso verso il suo obiettivo. La durata dell’operazione varia ovviamente in base al quadro clinico del paziente ma presenta comunque tempistiche da record.

Scenari Futuri

Il successo dell’operazione porta ovviamente con se speranze nel trattamento futuro di una patologia tanto diffusa quanto temuta. L’idea di base è sicuramente quella di impiegarla nelle cure palliative oppure in combinazione con la già nota radioterapia e chemioterapia. Un “triplice attacco” capace magari di generare prognosi meno infauste. Rimane da evidenziare come la medicina moderna si muova sempre più con il supporto delle nuove tecnologie impiegate nelle situazioni più diverse. La medicina italiana non è dunque una “cenerentola” in ambito mondiale. E’ più vicina alla figura della Fenice, capace di risorgere dalle sue ceneri grazie a professionisti di altissimo livello. Il Prof. Manfré è fra questi in quanto pioniere degli interventi mini invasivi tc-guidati per la cura delle patologie della colonna vertebrale e avrà il compito di illustrare il trattamento innovativo da lui eseguito durante uno dei più prestigiosi Congressi americani di radiologia spinale, successivamente volerà poi ad Istanbul  per il simposio mondiale di neuroradiologia, in programma a settembre, dove affronterà insieme ai più grandi specialisti del mondo, tutte le tappe relative alla radioablazione.

Andrea Lupoli

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