Ecco com’è cambiata negli anni la fisioterapia

13/09/2015

ricerca in fisioterapiaLa fisioterapia come vera disciplina universitaria che forma professionisti del settore capaci di erogare poi prestazioni fondamentali non solo nel recupero fisico dopo un trauma. Ne ha parlato il Dott.Giuseppe Plebani, Segretario SIF, Società Scientifica Fisioterapia, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano che trasmette sugli 89.100 FM a Roma e nel Lazio.

Dott.Plebani di cosa si occupa la Società Scientifica di Fisioterapia

Si occupa di ricerca e di apprendimento riguardo i processi fisiopatologici. Perché ci ammaliamo? Qual è il trattamento più opportuno e più efficace da adottare in una patologia? Ecco noi cerchiamo di dare risposta a queste domande attraverso la ricerca, fondamentale come tutti sappiamo.

Quanto è cambiata, e sta cambiando, la figura del fisioterapista?

Moltissimo, oggi il fisioterapista è un laureato e un professionista formato in un percorso universitario di tre anni più due. Un grosso cambiamento dal passato quando il fisioterapista era un “massaggiatore”.

Quali obiettivi si vogliono raggiungere nel prossimo futuro in termini di ricerca?

Mettere al corrente tutti i professionisti che devono assolutamente informarsi, aggiornarsi e istruirsi affinché possano capire loro stessi il loro lavoro alla luce di una ricerca che ci ricorda quanto sia importante la riproducibilità di un trattamento e perché i pazienti rispondono in un modo invece che in un altro.

Si pensa al fisioterapista solo in ambito sportivo o nella fase di recupero dopo un trauma. In realtà sono diversi i settori in cui opera dico bene?

Esatto, sono tre principalmente: La parte neurologica, la parte ortopedica e quella viscerale. Oggi in Italia ci sono i Master, un grande valore aggiunto per i laureati italiani che invece vogliono abbracciare la fisioterapia sportiva.

L’Università Niccolò Cusano sta utilizzando lo sport, attraverso la squadra dell’Unicusano Fondi Calcio, per informare le persone su temi legati alla salute e alla ricerca medica. Secondo lei è una buona idea per informare il grande pubblico?

Direi proprio di si, sposo questo approccio e questo metodo. Un’idea vincente capace di parlare a giovani e meno giovani riguardo temi spesso complessi. Iniziativa più che lodevole.

Andrea Lupoli

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