Prof.Giuseppe Novelli: “Il G-Test utile per monitorizzare le gravidanze a rischio”

12/05/2016

giuseppe novelli genetistaUn test di screening neonatale, totalmente non invasivo, pensato per lo screening delle anomalie cromosomiche del nascituro: è il G-Test. Un semplice esame del sangue pensato per le future madri. Ne ha parlato il Prof.Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata e fra i massimi genetisti al mondo. Il Prof.Novelli ha spiegato le caratteristiche del G-Test intervenendo ai microfoni di Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano in onda sugli 89.100 Fm a Roma e nel Lazio, durante il programma Genetica Oggi.

Prof.Novelli, in cosa consiste questo G-Test?

Il test è un test importante perché consente oggi di monitorizzare le gravidanze a rischio analizzando direttamente il sangue materno per la ricerca del DNA fetale, quello del feto che viaggia nel sangue della madre. Sono piccole molecole di DNA, dei frammenti che prima non era possibile trovare perché non disponevamo della tecnologia adeguata. Adesso la tecnologia c’è e ci consente in maniera non invasiva, perché prima tutto ciò si faceva tramite prelievo di liquido amniotico, villi coriali, adesso possiamo invece trarre delle informazioni a livello probabilistico di rischio, perché il test non è diagnostico, ma ha una attendibilità superiore al 99% e riesce dunque ad indicare se il feto è affetto o meno da una delle più comuni patologie cromosomiche: Sindrome di Down, Trisomia 18; La Trisomia 13; più altre aneuploidie.

Quando è consigliabile sottoporsi a questo test?

E’ consigliabile alle donne che sono considerate dal genetista clinico ad alto rischio, quindi con età materna avanzata, con un precedente figlio con patologia cromosomica o situazioni particolari che emergono in seguito a consulenza genetica.

LE DICHIARAZIONI DEL PROF.GIUSEPPE NOVELLI

E’ un test che si fa in sostituzione dell’amniocentesi?

No, allo stato attuale non è sostitutivo dell’amniocentesi che ricordo essere un test diagnostico. Questo è un test di screening che sostituisce tutti gli altri test di screening che noi abbiamo e che sono un po’ meno accurati, un po’ meno precisi rispetto a questo. E’ possibile però ipotizzarne un’evoluzione maggiore nei prossimi anni.

Professore in che direzione si sta muovendo la genetica in questi ultimi anni? Quali sono gli obiettivi a medio-lungo termine?

Sicuramente verso la medicina così detta “personalizzata”. Sempre di più avremo un’indicazione del rischio individuale della persona a sviluppare il diabete per esempio o qualunque altra patologia. Per questo motivo avremo bisogno sempre di più di genetisti capaci di interpretare al meglio queste analisi.

Andrea Lupoli

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