Happy Brain: Cervello e Corpo strettamente collegati

21/07/2016

happy brainLa Dott.ssa Wendy Suzuki, neuroscienziata, Direttore di un importante laboratorio presso la New York University è fra i massimi esperti di funzioni cerebrali al mondo. La sua vita è cambiata quando, alla soglia dei quarant’anni, vedendosi single, sovrappeso e senza amici ha capito di non essere felice e di voler cambiare la sua vita. Inizia così un esperimento su se stessa dove si rende conto che intere aree cerebrali sono inutilizzate, soprattutto quelle sensoriali. Il primo passo è riconnettere il cervello al corpo praticando attività fisica regolare e adottando un regime alimentare più sano che la rimetta in forma. Il suo percorso diventa una “guida” un libro dal titolo: “Happy Brain” edito da Sperling&Kupfer. Ne ha parlato durante la diretta del programma “Genetica Oggi” in onda su Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano.

Un libro che nasce da uno stato personale: Single, sovrappeso e senza amici alla soglia dei 40 anni. Poi qualcosa è cambiato. Cosa?

La prima cosa di cui mi sono resa conto è che ero molto poco felice, ho cercato di capire cosa potessi fare per cambiare questo stato di cose e mi sono resa conto che la cosa più facile era quella di iscriversi in palestra. L’ho fatto e ho perso quei chili in più che avevo. In questo modo sono riuscita a cambiare anche il mio modo di essere e di pensare.

ASCOLTA L’INTERVISTA COMPLETA ALLA DOTT.SSA WENDY SUZUKI

C’è un vecchio detto latino che recita: “Mens Sana in corpore sano”. Potremmo in parte riassumere così il contenuto del libro?

Assolutamente si, sono molto d’accordo con questo modo di pensare. Il segreto infatti per avere una buona vita è proprio quello di riuscire ad avere una combinazione perfetta fra l’equilibrio mentale e quello fisico: ristabilire dunque un buon funzionamento nella connessione fra il corpo e la mente. Tutto questo porta ad avere un atteggiamento positivo. Sono due aspetti che devono viaggiare di pari-passo per uno sviluppo armonico.

Lei nel libro sfata un falso mito, non usiamo solo il 10% del nostro cervello

Assolutamente. Noi non usiamo il 10% del nostro cervello. Pensi che, essendo l’essere umano un essere “visivo”, ha un coinvolgimento del cervello, per la visione, del 70% Quando osserviamo, tutte le aree del cervello si attivano, quelle della visione e quelle limitrofe. Questo fa già capire quanto cervello in realtà si usi.

Andrea Lupoli

dona adesso universita on line
condividi su facebook condividi su twitter condividi su linkedin condividi su youtube RSS Feed