Il Gruppo di Ricerca Biomedica della Fondazione Niccolò Cusano racconta i progressi della ricerca

12/02/2015

molecoleI ricercatori della Fondazione Niccolò Cusano, intervenuti ai microfoni di Radio Cusano Campus (89.100 Fm a Roma e nel Lazio), si sono soffermati riguardo le idee e i progressi della ricerca medica.

Come si muove la Medicina Genetica nell’affrontare la lotta al cancro? Che strade può e deve percorrere?

I tumori derivano da cellule “impazzite” che si moltiplicano in maniera incontrollata fino a formare masse tumorali che progressivamente invadono i tessuti circostanti e diffondono in altre sedi del corpo. Questo processo è dovuto ad alterazioni in geni coinvolti nel normale funzionamento di una cellula sana. La grande sfida della genetica oggi è quella di individuare i geni chiave coinvolti nello sviluppo e progressione delle diverse forme tumorali. L’identificazione di tali geni consente di acquisire maggiori informazioni sulla capacità di crescita e diffusione del tumore e sulla risposta al trattamento farmacologico della specifica forma tumorale.

Quali i maggiori successi raggiunti, nell’ambito della ricerca, per la lotta alle neoplasie?

Negli ultimi trent’anni sono stati fatti enormi passi avanti nella individuazione dei geni che hanno un ruolo nella comparsa e nell’avanzamento del tumore. L’analisi di alcuni di questi geni permette di individuare i soggetti con un maggiore rischio di sviluppo di cancro, migliorando la diagnosi precoce di forme tumorali familiari e la possibilità di guarigione del paziente. Un esempio è quello che attualmente viene effettuato nello screening genetico dei soggetti con familiarità per il tumore alla mammella con la ricerca di mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2. La presenza di mutazione in tali geni determina un rischio aumentato di sviluppo del tumore al seno ed indirizza il paziente verso controlli e terapie mirate. Inoltre, sono stati individuati una serie di geni alterati nei tumori che, fornendo informazioni sull’aggressività e la risposta al trattamento farmacologico del tumore specifico, consentono di scegliere la cura più efficace. Ad esempio, nella nostra esperienza sui melanomi abbiamo visto che alcuni geni associati con la progressione tumorale, possono fornire utili indicazioni sulla probabilità di sviluppare metastasi ed indirizzare il paziente verso un approccio terapeutico più efficace. Anche l’analisi dei geni coinvolti nella resistenza ai farmaci antineoplastici viene utilizzata per  classificare i tumori che rispondono meglio ad uno specifico trattamento farmacologico. La ricerca a livello genetico e molecolare, sui meccanismi coinvolti nello sviluppo e crescita dei tumori, ha permesso inoltre di mettere a punto strategie antineoplastiche innovative. In particolare, negli ultimi anni è stata sviluppata una nuova classe di farmaci, definiti biologici, in grado di agire in maniera selettiva soltanto sulle cellule tumorali, lasciando indenni le cellule sane e riducendo quindi i pesanti effetti collaterali associati alle terapie convenzionali. L’utilizzo di tali farmaci nella pratica clinica ha fatto registrare importanti successi nei confronti di tumori che fino a pochi anni fa si consideravano incurabili o difficili da trattare, quali alcuni tipi di tumori gastrointestinali, ematologici, del polmone ed i melanomi.

Dove si incontrano invece le maggiori difficoltà quando parliamo di ricerca sul cancro? C’è un limite tecnico, economico, oppure il maggior ostacolo è rappresentato proprio dalla scarsa conoscenza nei confronti dei meccanismi patogenetici dei tumori?

Nonostante le importanti conquiste raggiunte negli ultimi anni, restano comunque le difficoltà legate al fatto che il tumore è una malattia complessa, in cui sono coinvolti sia fattori genetici che ambientali. Infatti i geni fino ad oggi identificati non spiegano tutti i meccanismi patogenetici associati alle diverse forme tumorali. Inoltre, occorre tener presente che ogni singola lesione tumorale ha caratteristiche specifiche che la differenziano dalle altre. Da qui l’importanza di caratterizzare la lesione dal punto di vista genetico alla ricerca di bersagli molecolari tumorespecifici da utilizzare per lo sviluppo di terapie sempre più personalizzate. Oggi questo è reso possibile grazie anche allo sviluppo delle nuove tecnologie di sequenziamento del DNA che ci consentono di analizzare più geni contemporaneamente permettendo un’analisi approfondita del tumore in tempi ridotti. I risultati finora raggiunti dimostrano come sia fondamentale investire nella ricerca in campo oncologico al fine di aumentare le conoscenze sui tumori per i quali non esistono ancora terapie efficaci e migliorare i trattamenti attualmente disponibili, specialmente nei casi in cui si ripresenta la malattia dopo la cura.

Andrea Lupoli

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