La Genetica in supporto della vista

14/10/2015

occhioSu 285 milioni di disabili visivi nel mondo, quasi 19 milioni sono bambini con un handicap visivo grave. Ne ha parlato il Dott. Giancarlo Iarossi, responsabile dell’ambulatorio di Genetica Oculare, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano che trasmette sugli 89.100 FM a Roma e nel Lazio (in streaming sul sito www.radiocusanocampus.it).

Dott.Iarossi, sono numeri enormi. Cosa accade? Come possono essere giustificati?

Parliamo di dati mondiali, in questo caso le cause possono essere molteplici. Parlando delle popolazioni del mondo occidentale ci dobbiamo focalizzare sulle patologie degenerative del sistema visivo. E’ quello di cui ci occupiamo nel nostro laboratorio perché sono condizioni a carattere genetico.

E’ attivo infatti da circa un anno e mezzo, presso la sede di Palidoro dell’OPBG, l’Ambulatorio di Genetica Oculare. Di cosa vi occupate nello specifico?

Essenzialmente cerchiamo di caratterizzare delle patologie che hanno una base genetica. Nello specifico attraverso un percorso diagnostico proviamo a fare diagnosi di condizioni che non hanno dei segni evidenti. Condizioni che presentano un marcato deficit visivo che però non conduce ad una determinata patologia. Noi ci muoviamo dunque in questa direzione. Lavorando in ambito genetico per dare una risposta.

C’è un età per la prima visita oculistica?

Noi consigliamo sempre di fare una visita oculistica entro il primo anno di età per verificare se c’è un corretto sviluppo dell’occhio.

Dispositivi come Monitor, Tablet e smartphone possono arrecare un danno alla vista?

Non vi sono evidenze in letteratura di danni oggettivi da uso di queste strumentazioni. Chiaramente il consiglio è quello di non eccedere nel loro uso.

L’Università Niccolò Cusano sta utilizzando lo sport, attraverso la squadra dell’Unicusano Fondi Calcio, per informare le persone su temi legati alla salute e alla ricerca medica. Secondo lei è una buona idea per informare il grande pubblico?

Assolutamente, lo sport deve avere una funzione educativa ed un target preciso che è il raggiungimento del benessere fisico. Ogni iniziativa che si muove in questa direzione è una iniziativa valida. Raggiungere di fatto nel miglior modo possibile numerose persone per permettere loro di conoscere i benefici di un corretto stile di vita.

Andrea Lupoli

Ascolta QUI l’intervista completa

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