L’Ospedale Bambino Gesù cambia la storia: Primo intervento al mondo di cuore artificiale.

22/03/2016

cuore artificialeUn nuovo cuore artificiale a levitazione magnetica è stato impiantato con successo per la prima volta al mondo in un paziente pediatrico. L’operazione è stata eseguita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma da un equipe mista del Dipartimento medico chirurgico di cardiologia pediatrica, diretta dal dottor Antonio Amodeo, responsabile ECMO e assistenza meccanica cardiorespiratoria. L’intervento è stato raccontato, proprio dal Dott.Amodeo, ai microfoni di Radio Cusano Campus, nel corso del programma Genetica Oggi. L’intervento è stato eseguito come soluzione ponte, cioè in attesa di un cuore compatibile per il trapianto pochi mesi fa, su una ragazza di 16 anni affetta da miocardiopatia dilatativa severa. L’impianto è stato necessario a causa del rischio di morte improvvisa causato dalla patologia.

Dott. Amodeo di che dispositivo si tratta?

Si tratta ormai della quarta generazione dei cuori artificiali. Parliamo di un rotore all’interno del campo magnetico. Quando si aziona il campo magnetico il rotore si alza e inizia a ruotare senza nessun contatto con le pareti esterne. Aspira il sangue dal ventricolo sinistro e lo riversa in aorta ascendente. E’ una rivoluzione nel campo dell’assistenza meccanica perché questo dispositivo fa si che il sangue  non entri in  contatto con nessuna parte meccanica riducendo tutte le complicanze tipiche delle altre pompe.

Un dispositivo del genere può anche essere utilizzato in modo permanente?

Ormai questi dispositivi vengono utilizzati anche come terapia definitiva. Ovviamente non per la popolazione pediatrica, questo strumento si utilizza nei pazienti anziani in cui non è possibile il trapianto cardiaco.

Come mai negli Stati Uniti questo dispositivo non è stato ancora approvato mentre in Europa si?

Perché le procedure di approvazione da parte dell’ FDA sono molto più lunghe, così come la burocrazia, rispetto alla Comunità Europea. Il nostro intervento ha portato comunque un grande interesse da parte della casa madre perché il primo intervento pediatrico ha avuto una grande eco negli Stati Uniti.

Quali sono le più frequenti cardiopatie che colpiscono i pazienti pediatrici?

Sono diverse. Di solito parliamo di cardiomiopatie dilatative. Forme di miocardiopatie di origine infettiva o di origine idiopatica. Sono forme che vanno incontro, grazie a Dio solo in piccola percentuale, ad una cura basata sull’assistenza meccanica. Nella grande maggioranza dei casi vengono curate tramite la farmacologia.

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù non è nuovo a questo tipo di interventi. Realizzò infatti il primo impianto di cuore artificiale nel 2002. Quanto è cambiato in questi anni?

Da allora sono stati impiantati oltre 60 cuori artificiali. Nel periodo 2011-15, il Bambino Gesù ha coperto quasi il 50% di impianti di cuori artificiali pediatrici in Italia. Sono risultati che si ottengono con grande impegno e dedizione. Collaborando con i più grandi centri mondiali e collaborando con la parte ingegneristica. E’ chiaro che ormai questo lavoro non può non essere fatto in simbiosi con gli ingegneri e con tutta quella parte dell’industria che è dedicata a questo. L’impiego delle nuove tecnologie ha dato quel qualcosa in più che da anni si cercava.

Andrea Lupoli

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA

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