Prof.ssa Scarpellini su Malattia Reumatica:”Recarsi da un reumatologo il prima possibile”

12/06/2015

ReumatismoNumerose le Malattie Reumatiche che possono colpire giovani e meno giovani. Ne ha parlato la Prof.ssa Magda Scarpellini, Direttore dell’Unità Operativa di Reumatologia dell’Ospedale Fornaroli di Magenta, intervenuta ai microfoni di Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano che trasmette sugli 89.100 FM a Roma e nel Lazio (in streaming sul sito www.radiocusanocampus.it).

Prof.ssa partiamo con il capire cosa sono le malattie reumatiche?

Guardi le malattie reumatiche rappresentano un gruppo di patologie eterogenee che possono colpire ossa, legamenti, tendini, muscoli, ma anche altri apparati. Oggi sono almeno oltre 120 e quindi possono non risparmiare nessuno; dall’infanzia all’età senile. Luogo comune è che i reumatismi siano legati all’umidità, in realtà non è così, colpiscono di più con il caldo. Vorrei precisare che esistono almeno tre grandi categorie: Un gruppo legato alla degenerazione della cartilagine o delle ossa (artrosi e osteoporosi); poi un secondo gruppo composto da quelle di tipo infiammatorio come Artrite Psoriasica, Gotta, Artrite Reumatoide, Spondiloartriti. Infine troviamo quelle del Connettivo, le malattie legate all’aspetto autoimmunitario e le vasculiti.

Sintomi diversi per le diverse regioni corporee interessate dunque?

Nel caso di una sospetta artrite abbiamo un paziente che accusa almeno da tre settimane dolore e gonfiore alle mani e ai polsi, con rigidità al mattino e senza un trauma precedente. Le artriti portano anche, in alcuni casi, ad una sensazione di secchezza degli occhi. In altri casi, come nel Lupus, abbiamo un eritema a farfalla sul viso tipico del Lupus Eritematoso Sistemico.

Come avviene la diagnosi?

La prima cosa è di recarsi da un reumatologo il prima possibile per avere una diagnosi precoce che diventa fondamentale per ridurre la disabilità data da malattia reumatica. Aspetto dunque fondamentale. Ricordiamo poi gli esami di laboratorio.

Quali le nuove terapie?

Le terapie di oggi, nel caso di artrosi, troviamo tante possibilità a partire da terapie dietetiche contro l’obesità, piuttosto che antinfiammatori, piuttosto che condroprotettori. Se pensiamo invece all’Artrite Psoriasica o alla Spondiloartrite abbiamo la possibilità, oltre ai “vecchi” farmaci, di usare i “farmaci di fondo” che lavorano sulla causa di queste patologie e portano spesso a remissione della malattia.

L’Università Niccolò Cusano sta utilizzando lo sport, attraverso la squadra Unicusano Fondi Calcio, per informare le persone su temi legati alla salute e alla ricerca medica. Secondo lei è un’idea vincente?

Assolutamente si, io stessa sono organizzatrice dal 2009 di un congresso internazionale biennale nel quale ho sempre come testimonial uno sportivo. Ne ho invitati vari per puntualizzare alcuni meccanismi che sono enfatizzati o ridotti nell’attività sportiva. Mi fa molto piacere apprendere di un tale progetto perché lo sport è strettamente legato all’apparato locomotore e anche, dal punto di vista emotivo, al discorso autoimmune.

Andrea Lupoli

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