Ecco il legume anti parkinson

21/06/2016

Mucuna pruriens parkinsonUn legume capace di garantire un metodo di preparazione a basso costo e un’efficacia contro il Parkinson poiché contenente il principio attivo di molti farmaci impiegati nella gestione di questa malattia: La Levodopa. Il legume, la Mucuna Pruriens questo il nome, è molto diffuso in alcune aree equatoriali e oggetto di studio da parte dei ricercatori del Centro Parkinson dell’Ospedale Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini – CTO. La Mucuna se opportunamente lavorato e somministrato al paziente, ha la stessa efficacia del farmaco, poiché contiene appunto Levodopa, sostanza particolarmente efficace nella cura del Parkinson. Ne ha parlato, intervenendo ai microfoni di Radio Cusano Campus durante la diretta del programma Genetica Oggi, il Prof. Gianni Pezzoli, Direttore del Centro Parkinson di Milano e Presidente della Fondazione Grigioni nata proprio per la cura e la ricerca su questa patologia.

Professore cos’è questa Mucuna Pruriens? Di che legume si tratta?

E’ un legume a metà fra i fagioli e le fave, infatti anche nelle fave nostrane è contenuta una piccolissima quantità di Levodopa, però in questo legume è presente in un 5% che in peso vuol dire moltissimo. Quello che noi abbiamo fatto è stato prendere contatto con aree Africane per capire se la patologia era diffusa e in che modo. Grazie all’impiego della Mucuna si può pensare ad una alternativa a farmaci più costosi e più difficilmente reperibili in aree geografiche come il Ghana. La Mucuna infatti cresce in aree equatoriali, subtropicali, spontaneamente. A tal proposito abbiamo pubblicato un lavoro sul “Journal of Neurological Sciences” che conferma proprio l’efficacia della cura del Parkinson con questo legume, nelle zone del mondo dove la levodopa non è disponibile, in quanto molto costosa.

Come lo si può somministrare?

La Mucuna, saltata in padella, macinata e triturata, viene disciolta in acqua nelle dosi indicate. Gli effetti rilevati sui malati di Parkinson sono sorprendenti e pari a quelli del farmaco. I tremori diminuiscono in poco tempo e la persona malata sta meglio. Evidenze terapeutiche che rappresentano un’indubbia promessa per la cura del Parkinson nelle zone più svantaggiate del pianeta. Di fatto si può dire al paziente, per esempio: “Assuma 5 cucchiai da Tè di polvere di Mucuna”. Pazienti bloccati dal Parkinson dopo 15 minuti dall’assunzione della polvere di Mucuna si alzano e riescono a stare meglio per ore.ascolta

ASCOLTA L’INTERVISTA COMPLETA DEL PROF.PEZZOLI

Lo studio di questo legume può aiutare anche la farmacologia moderna?

E’ possibile perché la Mucuna non contiene solo Levodopa, contiene anche altre sostanze. Probabilmente studiandola meglio si potrebbero ottenere informazioni utilissime per la farmacopea occidentale. La ragione per cui noi la consigliamo a milioni di persone, che non possono avere accesso al farmaco, è perché il farmaco in queste aree ha un costo di un dollaro e mezzo al giorno e la maggior parte delle persone non guadagna che 50/80 dollari al mese e non può permettersi la terapia ordinaria. La Mucuna invece cresce nelle foreste e può essere raccolta in modo del tutto gratuito.

Andrea Lupoli

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