Gli OGM e il loro impatto sulla salute

25/01/2016

CNR OgmOgm si, Ogm no. L’opinione pubblica è da sempre divisa su un tema così attuale e così importante per la nutrizione umana e quella animale. I detrattori accusano i produttori degli ogm di produrre cibo poco salutare. Gli esperti in biotecnologie affermano però l’esatto contrario. Ne ha parlato il Dott. Roberto Defez, Direttore del Laboratorio di biotecnologie microbiche all’Istituto di bioscienze del Cnr di Napoli, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, 89.100 Fm a Roma e nel Lazio, durante la diretta di Genetica Oggi.

Dott.Defez  prima di entrare nel vivo della questione ci aiuti a campire questi OGM come vengono realizzati?

Gli OGM vengono realizzati selezionando dei geni da batteri del terreno capaci di trasferire un informazione che aiuta la pianta a combattere i suoi aggressori naturali. Quindi ci sono geni che aumentano la resistenza delle piante all’attacco di parassiti e di insetti oppure che consentono alle piante di combattere contro le erbe infestanti. Noi in particolare coltiviamo piante che sono incapaci di combattere contro le “erbacce”, che sono molto più forti, e dunque se noi non le proteggiamo in questo modo non saremmo in grado di avere certi tipi di coltivazione.

Gli Ogm possono dunque proteggere le piante, ma possono essere un’alternativa ai pesticidi?

Guardi anche chi si oppone agli OGM spesso evidenzia come grazie all’utilizzo di mais e cotone geneticamente modificato, che resistono da soli all’attacco dei parassiti, si è evitato lo spargimento in 13 anni di 56mila tonnellate di insetticidi. Ovviamente le ditte produttrici parlano di 503mila tonnellate ma questo è nelle corde del dibattito fra produttori e avversari. La certezza per il consumatore è che quelle piante OGM usano meno insetticidi di tutte le altre.

L’agricoltura è una storia di modifiche genetiche. C’è allora bisogno di cambiare qualcosa in termini di comunicazione?

Certamente va cambiato qualcosa, spesso si preoccupa il pubblico più di quanto non debba essere rassicurato. E’ chiaro che è difficilissimo comunicare dettagli tecnici ai consumatori che preferiscono affidarsi ad un’idea di qualcosa di “tradizionale” come se solo quello fosse il “cibo buono”. Noi però non mangiamo più “cibi antichi” in nessun caso perché sono quelli più soggetti agli attacchi dei parassiti che se non contrastati evolvono e distruggono le coltivazioni. Il più efficiente sistema di tutela delle coltivazioni, il più sicuro e con minore impatto ambientale è ad oggi l’OGM che passa tanti controlli quanti un farmaco. Non esiste al mondo una persona ricoverata in ospedale per il consumo di una pianta geneticamente modificata.

C’è invece chi attacca gli OGM perché le grandi multinazionali dell’agro alimentare possono influenzare a loro piacere il mercato mondiale progettando sementi sterili o meno produttive. Cosa c’è di vero?

Non esiste nessun seme sterile venduto al mondo. Detto ciò ci sono tantissime piante, non geneticamente modificate, per cui bisogna riacquistare i semi. Per esempio, se si acquistano dei peperoni non ogm questi hanno tutti semi sterili. Se aprite il peperone e ne raccogliete i semi nessuno di questi genera nuove piante. E’ l’evoluzione dell’agricoltura che ha portato molti tipi di coltivazioni con semi che sono elaborati dalle aziende sementiere non per speculazione ma perché il prodotto è molto più buono. Semi poco efficienti fanno marcire il frutto.

Andrea Lupoli

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA COMPLETA

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