Prof.ssa Esposito:”Lo sport può favorire la cultura vaccinale”

30/04/2015

vaccinazioni espositoLa cultura vaccinale può passare anche attraverso lo sport. Ne è convinta la Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, intervenuta ai microfoni di Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano che trasmette sugli 89.100 FM a Roma e nel Lazio (in streaming sul sito www.radiocusanocampus.it)

Prof.ssa si è tenuto in questi giorni a Copenaghen il 25°Congresso sulla microbiologia clinica e le malattie infettive, i massimi esperti internazionali nel campo dell’infettivologia si sono incontrati per parlare di strategie future per limitare l’impatto delle patologie infettive. Cosa è emerso dal congresso?

Sicuramente è stata un’importante occasione di confronto relativa alle problematiche di oggi; ossia il fatto che le famiglie non percepiscono il rischio che certe malattie infettive hanno e che sono prevenibili con il vaccino. Così come non comprendono i benefici che queste vaccinazioni possono dare. Per questo abbiamo dato molto spazio alle problematiche relative all’esitazione che questi genitori hanno e alla comunicazione. Le mamme parlano con altre mamme e non con gli specialisti. Questo crea problemi in ambito vaccinale, perché non si percepiscono appieno i vantaggi che le vaccinazioni possono offrire. Risulta quindi fondamentale il dialogo con le famiglie perché sono numerosi i vaccini che difendono da altrettanti agenti infettivi.

Comunicazione intrafamiliare dunque ma anche interfamiliare visto che le famiglie parlano fra loro spesso scambiandosi informazioni poco corrette. Si potrebbe però sfruttare il loro dialogare per favorire la penetrazione della cultura vaccinale?

Certo, è stata in effetti utilizzata un tipo di iniziativa così. Ci sono state mamme “testimonial” che hanno raccontato di vaccinazioni fatte ai loro figli che non sono stati colpiti da virus che invece hanno colpito il resto della famiglia con esiti complessi. Questo ha favorito e può favorire la corretta pratica vaccinale. Ricordiamoci che l’obiettivo è sempre quello di proteggere la salute dei bambini da malattie che possono provocare complicanze gravi e in certi casi anche la morte.

Spesso i nostri ascoltatori ci scrivono che non si riesce mai a sapere la completa composizione dei vaccini. Cosa fare se si vuole sapere cosa contiene?

Vede, pare strano che i non medici chiedano questo. I medici studiano sei anni più la specializzazione, dunque moltissimo. Diventa complesso capire pienamente come funzionano i vaccini se non si è dei medici. Rimane comunque il fatto che tutti i vaccini hanno un foglietto illustrativo che li accompagna e spesso è presente anche su internet. La cosa che sorprende è che queste stesse domande non emergono nel caso dei trattamenti antibiotici per esempio. I genitori somministrano il farmaco al proprio figlio, dopo prescrizione, senza fare troppi problemi sulla sua composizione. Una cosa che non capita appunto con i vaccini. Stupisce che ci sia tutto questo timore sui vaccini su dati difficili da interpretare.

L’Università Niccolò Cusano sta utilizzando lo sport, attraverso la squadra dell’ Unicusano Fondi Calcio, per informare le persone su temi legati alla salute e alla ricerca medica. Secondo lei è una buona idea per coinvolgere le persone abbattendo le resistenze?

Guardi è un’idea assolutamente vincente. Lei sottolinea un tema che davvero richiede attenzione. Anni fa sono stata coinvolta dalla Juventus, in un periodo in cui aveva una serie di tornei prestigiosi da giocare, e gran parte dei calciatori si sono ammalati di influenza. Alcune vaccinazioni come l’antiinfluenzale in una categoria di soggetti come i calciatori, che sono dei giovani adulti in ottime condizioni generali, rappresentano un passaggio fondamentale perché può prevenire tutta una serie di problemi che possono guastare la performance in campo. Lo stesso vale per la Meningite in Toscana. I recenti casi hanno portato alla raccomandazione alla vaccinazione tutta la squadra dell’Empoli perché ci sono stati tanti casi nella zona. Con i testimonial e con lo sport si può dunque far passare un messaggio positivo relativo alle vaccinazioni.

Andrea Lupoli

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