Prof.Aldo Morrone: Ecco la Medicina delle Migrazioni

15/06/2016

Aldo Morrone Medicina delle migrazioniParlare di migranti e dei loro problemi di salute oltre che di una società spesso distante dai problemi legati alla gestione sanitaria di queste persone. Ne ha parlato lungamente il Prof.Aldo Morrone, Direttore Servizio Salute Globale Ospedale San Gallicano di Roma, ospite in studio del programma “Genetica Oggi” in onda su Radio Cusano Campus (la radio dell’Università Niccolò Cusano). Con straordinaria delicatezza e con profonda conoscenza il Prof.Morrone ha presentato la sua esperienza di medico e di uomo spesso presente in luoghi remoti insieme ai “dimenticati”. Una narrazione strutturata per capire le reali necessità di chi troppo spesso viene considerato solo un “caso umano” e inevitabilmente finisce nelle logiche, drammatiche, dell’assistenzialismo.

Secondo gli ultimi dati, Prof.Morrone, esiste un effetto “Migrante Sano”. In sostanza emigra solo chi è in un buono stato di salute. E’ d’accordo?

Questo era vero fino a venti anni fa. L’effetto “migrante sano” era la realtà che caratterizzava le persone più sane, più forti e più acculturate nei vari paesi, su cui la famiglia investiva in questo viaggio della speranza (o della disperazione) in modo tale che arrivassero altrove e potessero in qualche modo contribuire attraverso invii di risorse economiche alle famiglie che avevano lasciato. Oggi non è più vero perché qualche anno fa parlavamo di libera scelta all’emigrazione. Oggi con la guerra abbiamo dei rifugiati che sono costretti a fuggire. Questo vanifica l’effetto migrante sano.

Il Ministro della Salute ha parlato spesso della necessità di arrivare ad una “Carta Sanitaria Europea”. Di cosa si tratta?

Il Ministero si è molto impegnato da questo punto di vista. L’interesse da parte dell’Europa e dell’Italia di curare queste persone nasce per evitare che si possano diffondere malattie non soltanto infettive ma malattie anche di altro genere come: tumori, malattie dismetaboliche, malattie infiammatorie che determinerebbero un costo aggiuntivo in questi paesi. D’altra parte in Italia anche in passato, molto prima del fenomeno immigratorio, vedeva con una certa attenzione a malattie “sociali” come Tubercolosi e Sifilide che venivano curate gratuitamente, a tutti, per garantire un certo grado di salute per i cittadini.

Quanto influisce l’aspetto religioso quando parliamo di “Medicina delle Migrazioni”?

Io credo che l’elemento religioso, che personalmente apprezzo di qualunque religione si tratti e che mette al centro la persona umana e gli esseri viventi, è molto importante. La componente religiosa è componente di sensibilità umana, sensibilità che non viene purtroppo insegnata all’università. Non viene insegnato agli studenti di medicina l’approccio umano. Io dico sempre che i nostri pazienti devono essere posti al centro della nostra attività e sono loro che insegnano a noi un percorso non solo umano. Lo dico con molta sincerità, la maggior parte delle ricerche scientifiche che hanno portato all’individuazione di protocolli terapeutici si deve all’impegno delle persone malate, alle loro famiglie, alle loro comunità che hanno fatto in modo che la scienza si ponesse al servizio delle loro necessità. Credo dunque che la componente umana sia fondamentale.

Andrea Lupoli

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