10 anni dalla nascita dell’Università Niccolò Cusano: La ricerca come valore chiave

10/05/2016

Genetica Fondazione Niccolò CusanoSi celebrano oggi i 10 anni dalla nascita dell’Università Niccolò Cusano che nel corso di questo viaggio ha saputo concentrarsi al meglio su quel valore universale che è la ricerca e ancor di più la ricerca medico-scientifica. Ne ha parlato la Dott.ssa Leila Salehi, Responsabile Fondazione Università Niccolò Cusano per la Ricerca Medico Scientifica, intervenendo a Radio Cusano Campus (89.100 Fm a Roma e nel Lazio) durante la diretta del programma Genetica Oggi.

Dott.ssa Salehi, cosa significa fare ricerca?

Fare ricerca è cercare di migliorare quella che è la conoscenza. Ed è probabilmente per questo che si sposa così bene con il discorso universitario. La conoscenza è il modo prospettico di guardare ad un problema e dunque di poterlo analizzare in più parti non lasciandoci deviare dalle assunzioni che sono state, magari, di un passato in cui alcune informazioni non erano così chiare, così note come lo sono adesso.

Quali sono le grandi sfide che la medicina moderna dovrà affrontare nei prossimi anni in termini di ricerca biomedica?

Difficilmente si può rispondere ad una domanda come questa in modo unico. Di sicuro possiamo guardare alla durata e alla qualità della vita come obiettivi, in sintesi la salute e il prolungamento della vita. Facciamo un paragone con il passato, anche solo dieci anni fa, possiamo vedere come la vita media si sia allungata, in particolare per le donne, e tutto questo è stato possibile grazie alla scienza. Pensiamo a Dante e al suo “Nel mezzo del cammin di nostra vita…” Dante indicava i trent’anni come metà della vita; oggi non è più così, oggi un trentenne è considerato ancora un ragazzo. La più grande sfida è proprio allungare nel tempo questa sorta di giovinezza. Sono sfide importanti ma senza obiettivi del genere non si possono raggiungere nemmeno qualcosa di intermedio.

LA RICERCA RACCONTATA DALLA DOTT.SSA LEILA SALEHI, RESPONSABILE FONDAZIONE UNIVERSITA’ NICCOLO’ CUSANO

E’ vero quello che affermano alcuni suoi colleghi: ossia che la spinta più grande in termini di ricerca genetica è data dalle nuove tecnologie?

Assolutamente si, è il venire incontro concreto ad un pensiero teorico. Ossia quando hai uno strumento che ti consente in tempi rapidi di analizzare il DNA e la sua sequenza di “letterine” che compongono il nostro patrimonio genetico, hai l’opportunità di avere un riscontro immediato. Le nuove tecnologie hanno dato un enorme supporto alla ricerca anche se c’è ovviamente ancora molto da fare nella elaborazione dei dati. La cosa che aiuta è l’opportunità di scambio con altri gruppi e professionisti che cooperano insieme. Da soli non si va mai lontano.

Quali i progetti su cui vi siete concentrati in questi anni?

L’interesse principale della Fondazione Università Niccolò Cusano è nell’ambito delle patologie cardiache, in particolare le aritmie e il QT-Lungo. Di sicuro è un progetto importante perché vede coinvolti in primis i bambini ma non solo. Il progetto guarda ad una ricerca traslazionale nei confronti della patologie tumorali e questo nasce non da interesse privato ma da un interesse collettivo, qualcosa che forse fa il pari con il senso civico.

Andrea Lupoli

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