Salute: Italiani ‘tengono duro’ malgrado crisi, ma obesita’ avanza

22/04/2014

La salute degli italiani tiene duro e resiste nonostante la crisi economica che ostacola prevenzione, accesso alle cure e alla diagnosi precoce. Lo certifica l’undicesima edizione del Rapporto Osservasalute (2013), approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualita’ dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi a Roma all’Universita’ Cattolica. Pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l’Universita’ Cattolica di Roma e coordinato da Walter Ricciardi, direttore del Dipartimento di Sanita’ Pubblica dell’Universita’ Cattolica – Policlinico Gemelli di Roma e da Alessandro Solipaca, Segretario Scientifico dell’Osservatorio.

Gli italiani, infatti, guadagnano aspettativa di vita soprattutto grazie alla ridotta mortalita’ per malattie del sistema circolatorio e per i tumori, trend che si deve sia agli investimenti fatti negli anni passati nelle politiche di prevenzione, sia agli avanzamenti diagnostici e terapeutici. Si intravede anche qualche timido segnale di miglioramento negli stili di vita, almeno sul fronte dei consumi di alcolici e nel vizio del fumo, ma e’ ancora ”desolante e anzi in peggioramento” la forma fisica dei cittadini, sempre piu’ grassi. Aumentano soprattutto gli obesi e non fanno eccezione i bambini. Non cambia neppure la tendenza alla scarsa attivita’ fisica, aggravata probabilmente anche dalle difficolta’ ”crisi-indotte” degli italiani di praticare sport in modo costante. Su questa situazione gia’ precaria rischia di incunearsi anche il quadro economico, per nulla roseo, in cui versa il Paese.

La spending review, infatti, rischia di far saltare il Servizio Sanitario Nazionale, determinando difficolta’ nel breve e nel lungo termine, sia a causa di una riduzione dei servizi di salute offerti alla popolazione – specie a quella meno garantita e con minori disponibilita’ per curarsi ricorrendo al privato, sia a causa di un aumento della spesa sanitaria sul lungo periodo, aumento determinato dall’effetto boomerang della riduzione degli investimenti in politiche di prevenzione e diagnosi precoce. I risparmi obbligati di oggi rischiano di moltiplicare la spesa nel giro dei prossimi anni.

A cura di Andrea Lupoli

[Fonte: Asca]

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