Salute: reni ‘KO’ per 5 mln italiani. Dialisi in aumento

24/03/2014

Sono oltre 5 milioni gli italiani che soffrono di insufficienza renale cronica, di cui all’incirca 50 mila gia’ in dialisi. Per i piu’ e’ un pendolarismo quasi quotidiano – tre volte a settimana, per 4 ore e in orari prestabiliti – verso l’ospedale, con costi enormi di tempo e denaro, perche’ solo 240 fra i centri dialisi pubblici distribuiti sul territorio – dunque 2 su 3 – offrono la Dialisi Peritoneale, cioe’ la possibilita’ per il paziente di effettuare il trattamento a casa, a volte anche di notte, lasciandolo libero durante la giornata. Un servizio a macchia di leopardo che discrimina nell’opzione terapeutica e costringe a scegliere l’emodialisi presso la struttura ospedaliera (spesso lontanissima da casa), altrettanto efficace ma piu’ limitante in termini di liberta’ gestionale e qualita’ di vita. Fra i pazienti, all’incirca 4.300 mila (9,5%), riescono a godere della dialisi peritoneale domiciliare nonostante i numerosi i vantaggi della metodica.

E’ infatti una terapia autogestibile, semplice da utilizzare anche dai care-giver o familiari in caso di persone anziane, e’ eseguibile in qualsiasi momento della giornata (di norma e’ attuata per il 55% con metodica manuale (3-4 scambi diurni) e per il 45% in maniera automatizzata, ossia notturna), non obbliga a spostamenti dal proprio ambiente, consentendo di mantenere impegni lavorativi, relazioni sociali, di poter andare in vacanza e di ridurre l’impatto economico sia per il sistema sanitario sia per il paziente. Aspetti, tutti, da non sottovalutare se si considera che il fabbisogno di una terapia dialitica aumenta di circa 10 mila nuovi casi ogni anno. Eppure nel nostro Paese manca la cultura verso questa opportunita’ terapeutica sia fra il 35% dei medici specialisti che non attuano la dialisi peritoneale, sia fra i medici di medicina generale e i giovani nefrologi che non conoscono questa procedura domiciliare, sia fra le istituzioni. Solo pochissime regioni – Piemonte, Sicilia, Campania e Puglia – stanno iniziando un’azione di sensibilizzazione e diffusione della metodica, ma c’e’ ancora molto da fare per soddisfare il bisogno di questi pazienti il cui tasso cresce annualmente del 2-3%, complice l’allungamento medio della vita e le patologie correlate che, spesso, tra le conseguenze hanno anche l’insufficienza renale cronica. Sono questi i temi affrontati nell’ambito del XVII Convegno nazionale del Gruppo di Studio di Dialisi Peritoneale in corso a Montecatini Terme.

”Si stima che in Italia circa 40 mila pazienti di eta’ compresa tra i 35 e i 79 anni – dichiara Roberto Corciulo, presidente del convegno, coordinatore del comitato scientifico del Gruppo di studio Dialisi Peritoneale, e nefrologo presso il dipartimento di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell’Azienda Ospedaliero-Consorziale Policlinico, Universita’ di Bari – abbiano una insufficienza renale di V stadio (Uremia terminale), quella che precede immediatamente la fase dialitica, con una leggera prevalenza del sesso maschile rispetto a quello femminile. Si tratta di pazienti candidati alla dialisi, che stanno registrando un incremento costante del 2-3% con circa 10 mila nuovi casi all’anno, sempre piu’ numerosi fra la popolazione anziana e con una eta’ media di ingresso in dialisi di circa 71 anni”.

A cura di Andrea Lupoli

[Fonte: Asca]

dona adesso universita on line
condividi su facebook condividi su twitter condividi su linkedin condividi su youtube RSS Feed