Salute: Tbc fino a 5mila casi/anno. Pediatri OPBG, non abbassare guardia

25/03/2014

In Italia l’incidenza della tubercolosi (Tbc) resta invariata, ma aumentano le forme farmaco-resistenti. Si tratta della malattia infettiva piu’ diffusa al mondo eppure e’ tra le piu’ sottovalutate. Nel nostro Paese il numero dei casi notificati ogni anno oscilla tra i 4 mila e i 5 mila, ma il problema della farmacoresistenza e’ cresciuto negli ultimi anni.

I pediatri dell’Ospedale Bambino Gesu’, nella Giornata Mondiale della lotta alla Tubercolosi invitano a non abbassare la guardia. ”L’incidenza della malattia e’ molto bassa – spiega Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive del Bambino Gesu’ a margine di un convegno sull’argomento – ma dal punto di vista della resistenza ai farmaci siamo saliti di un gradino: nel 2006 i casi resistenti alla terapia, sia tra gli adulti che tra i bambini, erano 129 e di questi 28 multiresistenti (cioe’ resistenti ai due dei piu’ potenti farmaci antitubercolari) invece nel 2011 siamo arrivati a 390 resistenti di cui 81 multiresistenti. E’ vero che si tratta di numeri ‘piccoli’, ma in forte crescita”. ”Con le resistenze – dichiara Laura Lancella dell’Alta Specializzazione in Tubercolosi Pediatrica del Bambino Gesu’ – alcuni tra i farmaci piu’ comunemente utilizzati finora perdono di gran lunga efficacia. Inoltre, prima si riteneva vi fosse un unico microbatterio, un solo germe da affrontare. Adesso, invece, sappiamo che ce ne sono diversi e possiamo identificarli grazie alle nuove tecnologie.

In Italia sono presenti laboratori in grado di individuare, con tecniche rapide, i ceppi di micobatteri resistenti alle usuali terapie antitubercolari cosi’ da approntare una cura mirata.Tra 3 oppure 5 anni – prosegue Lancella – di queste forme multi-resistenti ne avremo ancora di piu’ ed ecco perche’ non dobbiamo abbassare la soglia dell’attenzione.

Nella Tbc tradizionale, in caso di adeguato trattamento abbiamo una guarigione che riguarda il 95 e il 99 per cento dei casi, ma nelle forme multiresistenti le statistiche scendono addirittura al 50 per cento”.

A cura di Andrea Lupoli

[Fonte: Asca]

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