2 Ottobre 2015: Tavola Rotonda all’Università Niccolò Cusano sullo Screening Mammario

25/09/2015

università niccolò cusanoUn incontro importante e dall’alto valore formativo, oltre che scientifico, quello organizzato dall’Università Niccolò Cusano sul tema dello Screening Mammario. Un evento che apre per un prossimo Master di secondo livello dedicato ad un argomento drammaticamente attuale. Ne ha parlato la Dott.ssa Leila Salehi, Responsabile della Fondazione Università Niccolò Cusano per la Ricerca Medico-Scientifica, ai microfoni di Radio Cusano Campus, durante la trasmissione Genetica Oggi.

Dott.ssa Salehi di prossima attivazione un nuovo master presso l’Università Niccolò Cusano dal titolo: “Innovazione Tecnologia e Biotecnologie nello screening del K Mammario: potenzialità e limiti”.  A chi si rivolge?

Fondamentalmente a tutti i professionisti che si ritrovano ad operare in questo ambito. E’ un tentativo di confrontarsi per capire come riuscire a gestire meglio una problematica in cui poi di fatto la cosa più importante è una diagnosi precoce. La gestione multidisciplinare, in equipe, fa la differenza fra, ed uso un’espressione forte, “la vita e la morte”. Il Master si rivolge quindi a tutti quei professionisti che operano nel settore e necessitano di quegli strumenti fondamentali,ivi compreso il confronto rispetto ad eventuali linee-guida presenti o proponibili, per operare al meglio delle potenzialita’, anche in condizioni complesse.

Quanto la Genetica ha cambiato la medicina?

Direi che è un modo di vedere la medicina diversamente. L’innovazione tecnologica ha dato in realtà una diversa prospettiva alla medicina stessa andando oltre l’esame obiettivo e strumentale. In questi ultimi 20 anni ha cambiato radicalmente la medicina, come per esempio nel caso delle terapie che si propongono  in campo oncologico. Oggi è possibile gestire, in alcuni casi, la patologia tumorale come una patologia cronica.

La genetica ha  permesso di individuare molecole capaci di interferire con la proliferazione incontrollata delle cellule neoplastiche di un tumore maligno, con un conseguente miglioramento della prognosi per una patologia, la cui diagnosi rappresentava fino a qualche tempo fa una condanna definitiva.

Quanto è importante, nella formazione di un professionista,  trattare temi legati alla bioetica?

Io credo che questo sia un tema intimamente correlato alla professione. Quando io ho iniziato i miei studi il primo insegnamento che ho imparato e’ stato “non nuocere”,  e credo che per  osservare questo insegnamento, sia fondamentale per il medico riuscire ad entrare nell’aspetto ontologico dell’individuo per poter operare nel rispetto dello stesso.

Andrea Lupoli

Ascolta QUI l’intervista completa

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