Correre per battere il Diabete, correre per sensibilizzare

21/11/2014

Stefano Baldini campione sportivoDalla leggendaria pianura di Maratona al Panathinaikon Stadium di Atene. Come Filippide nel 490 a.C., nel 2004 Stefano Baldini è entrato nella storia vincendo la gara principe dell’atletica in una Olimpiade, secondo italiano a riuscire nell’impresa dopo Gelindo Bordin a Seul nel 1988. Difficile dimenticare il sorriso in quel 29 agosto ateniese, quando il 33enne Baldini tagliò il traguardo della corsa tra il boato del pubblico aggiudicandosi l’ultima gara della XXVIII edizione dei Giochi Olimpici. Fu il culmine di una carriera a grandissimi livelli per lui, partito da Castelnovo di Sotto, provincia reggiana, e finito sul podio – quando non vincitore – di tutte le più importanti maratone al mondo, da Londra a New York passando per Roma. Abbandonata l’attività agonistica, Stefano Baldini ha messo la propria esperienza al servizio delle Federazione italiana atletica leggera, diventando responsabile del settore giovanile. Sia quando macinava chilometri sulle piste, sia oggi che li mette nel motore per seguire in tutti Italia le nuove leve del movimento fondistico, Baldini si è sempre speso con grande disponibilità per favorire la sensibilizzazione sul tema del diabete – facendo anche da testimonial dell’Associazione nazionale italiana atleti diabetici – della sua cura e soprattutto della sua prevenzione grazie a una corretta attività sportiva.

Lei è stato un testimonial d’eccezione nella sensibilizzazione e nella lotta al diabete. Perché ha scelto di dedicarsi a questa causa?

«Perché è pieno di gente che corre e ho scoperto, strada facendo, che l’attività sportiva rappresenta un aiuto concreto per chi soffre questa patologia. Lo sport incide direttamente sull’utilizzo dei farmaci, quindi l’attività fisica è fondamentale perché alleggerisce la somministrazione di farmaci».

La maratona e la lotta al diabete hanno qualche aspetto in comune?

«Certo, perché sono gare lunghe che puntano forte sulla gestione ottimale delle energie. Fisiche, per quanto riguarda la maratona, finanziarie per la ricerca. La strada è simile e presenta le stesse asperità e momenti di difficoltà ma con un traguardo comune che è una grande impresa. Il diabete è una malattia dura da combattere e ogni piccolo risultato nella ricerca e nel contrastarla è importantissimo».

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