Tumori: stranieri non aderiscono a programmi screening. Decessi +20%

30/04/2014

Meno della meta’ dei cittadini stranieri chiamati agli esami di screening contro il cancro aderisce a questi programmi. In percentuali inferiori, in media, del 50% rispetto agli italiani. ”Con la conseguenza che arrivano tardi alla diagnosi, fino a 12 mesi dopo, quando la malattia diventa difficile da trattare e fanno registrare un maggior numero di decessi, superiore del 20% – spiega Francesco Cognetti, Presidente della Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’-. Inoltre gli immigrati, spesso a causa delle barriere linguistiche, ignorano le regole della prevenzione: consumano troppo alcol, fumano, non seguono una dieta corretta e corrono maggiori rischi di sviluppare un tumore”. Per raggiungere queste persone, nasce ”La lotta al cancro non ha colore”, la prima campagna nazionale per la prevenzione delle neoplasie indirizzata ai cittadini piu’ disagiati, in particolare agli immigrati che abitano nel nostro Paese, promossa da ”Insieme contro il Cancro” e dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).

Presentata pochi giorni fa nelle sede del CONI a Roma in un incontro con i giornalisti, l’iniziativa ha il pieno sostegno della Presidenza della Repubblica e il patrocinio della Camera dei Deputati e del Senato. Con testimonial d’eccezione, fra cui il capitano della Roma Francesco Totti, i portieri Dino Zoff e Morgan De Sanctis, il CT della Nazionale Cesare Prandelli, il cantante Antonello Venditti, gli attori Carlo Verdone e Sergio Rubini, i registi Giuseppe Tornatore ed Enrico Vanzina, l’ex tennista Nicola Pietrangeli. Da domani al 4 maggio, tutti i cittadini potranno sostenere la campagna, donando un euro da sms o 2 euro con una chiamata da rete fissa al numero 45594. Il momento centrale della raccolta fondi sara’ il 3 maggio, durante la finale di TIM Cup tra Fiorentina e Napoli, in cui verra’ lanciato un appello a tutti i tifosi di calcio per aderire all’iniziativa. Nel nostro Paese risiedono circa 4 milioni e 500mila stranieri, il 7,4% del totale della popolazione. ”Meno del 50% delle donne immigrate nella fascia d’eta’ raccomandata – continua Cognetti – si sottopone a pap-test per scoprire in modo precoce il tumore della cervice uterina, contro il 72% delle italiane. Il 43% (vs 73%) effettua regolarmente la mammografia e solo il 20,7% (vs 47%) esegue l’esame del sangue occulto nelle feci, consigliato per individuare il cancro del colon-retto. Con la campagna vogliamo che, entro tre anni, le percentuali di adesione ai controlli preventivi tra gli stranieri raggiungano quelle degli italiani.

Il ricavato della raccolta fondi sara’ utilizzato per numerose iniziative, a partire dalle regioni del Sud Italia, dove, anche fra gli italiani, le percentuali di adesione agli screening sono inferiori rispetto al Settentrione. Abbiamo gia’ realizzato un sito internet (www.lalottaalcancrononhacolore.org) e quattro opuscoli sulla prevenzione (fumo, alcol, alimentazione e screening), tradotti in diverse lingue (inglese, francese, spagnolo, romeno, cinese, arabo), che verranno distribuiti in modo capillare attraverso gli ospedali, le organizzazioni di volontariato e i medici di famiglia”.

A cura di Andrea Lupoli

[Fonte: Asca]

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