Un cellulare per studiare i batteri

01/07/2014

Batteri verdiSi chiama “Microbioma” e rappresenta la comunità batterica presente sul nostro corpo e dentro di noi. Capaci di causare patologie ma speso necessari per il corretto funzionamento dell’organismo ospitante li troviamo su ogni superficie che viene a contatto con l’uomo: Tastiere di Pc, Bancomat e Cellulari tanto per citare tre strumenti di uso quotidiano. Ma proprio dai cellulari potrebbe arrivare la risposta utile allo studio e al campionamento di tali batteri. Secondo una ricerca dellUniversità dell’Oregon, la comunità batterica che si trova sui telefoni rispecchia in gran parte il microbioma specifico di ogni persona. In media infatti l’82 % dei batteri più comuni, fra quelli presenti sulle dita, si trova anche sul telefono. E c’è una differenza di genere: la percentuale è un po’ più elevata nelle donne che negli uomini.

Lo studio ha descritto i tipi di batteri più comunemente presenti sui nostri smartphone: Streptococcus, che si trova nella bocca, Staphylococcus e Corynebacterium, presenti sulla pelle. L’idea conclusiva è quella di usare il cellulare come sensore batterico per tracciare movimento e tipo di microbiota presente in ambienti a rischio come gli ospedali e agire in questo modo in anticipo sulla diffusione di varie patologie infettive.

Andrea Lupoli

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